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Il mea culpa di Laura Loomer, “ho sbagliato sull’Ucraina”

Keystone-SDA

"Ho sperimentato il mio primo raid in Ucraina e per loro è così tutti i giorni. Mi sento davvero una merda per aver sminuito la sofferenza degli ucraini negli ultimi cinque anni".

(Keystone-ATS) “Dicevo spesso che non me ne importava nulla. Col senno di poi, non è stato affatto carino da parte mia”.

Laura Loomer, la 33enne cospirazionista di destra molto ascoltata da Donald Trump, fa mea culpa e, durante una sua visita a Kiev per “cercare la verità”, ammette su X di aver sbagliato nelle sue precedenti valutazioni, scusandosi per aver sostenuto la Russia e per aver trattato i leader ucraini come mendicanti nazisti.

“Mi sbagliavo, ho la responsabilità di correggere le mie parole”, ha spiegato l’influencer, che ora rischia di aprire una crepa nel mondo Maga, finora ostile a Kiev.

E pensare che Margarita Simonyan, direttrice della tv del Cremlino Rt, aveva accolto così il suo arrivo nella capitale ucraina: “Non vedo l’ora di leggere i tuoi reportage obiettivi da Kiev. Ci erano piaciuti molto i tuoi articoli su Rt, ai tempi”. Loomer ha risposto che sì, aveva scritto per Rt nel 2021 perché era caduta “nella trappola della disinformazione russa”, e ci ha messo molto tempo a capirlo ma che ora vuole “aprire gli occhi al mondo Maga”.

In un altro post, Loomer ringrazia il presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che l’ha ricevuta. Nel suo mirino sono finiti i commentatori filorussi, a partire dall’ex anchor della Fox Tucker Carlson, da lei ribattezzato ‘Tucker Qatarlson’ per le sue presunte simpatie verso le posizioni del Qatar.

Secondo l’influencer, una parte dell’universo America First starebbe rilanciando inconsapevolmente la narrativa del Cremlino e degli alleati di Mosca, dall’Iran alla Cina. Loomer si è però ben guardata dal criticare Trump, che continua a mantenere un rapporto complesso con Vladimir Putin e un approccio altalenante nei confronti dell’Ucraina.

Intanto Kiev incassa con pragmatismo la sua conversione perché può essere il primo segnale di una frattura all’interno del movimento Maga, che ha guardato con crescente diffidenza agli aiuti militari a Kiev. Più cauti molti commentatori europei e americani, che invitano a non dimenticare il passato di Loomer, fautrice di imbarazzanti teorie cospirative di ogni genere, dall’attentato alle Torri Gemelle come ‘insider job’ agli immigrati haitiani ‘mangiagatti’ in Ohio.

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