The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera
In primo piano
Restate in contatto con la Svizzera

Avviare un’impresa prima dei 30 anni: la rischiosa scommessa di molti giovani in Svizzera

Melanie Niklaus nel suo laboratorio di panificazione: il suo concetto è "regionale e familiare". Intende conquistare la clientela con le sue creazioni originali.
Melanie Niklaus nella sua panetteria di Kerzers (canton Friburgo). Il suo concetto: "Regionale e familiare". SRF/Noah Knüsel

Guerre, crisi e aumento del costo della vita: nonostante un contesto economico incerto, la Svizzera non ha mai registrato un numero così elevato di nuove imprese. I giovani sotto i 30 anni sono tra i principali motori di questa tendenza. Due giovani imprenditori raccontano a SRF perché hanno scelto di correre questo rischio.

Ogni anno in Svizzera nascono sempre più imprese. Tra le nuove imprenditrici c’è Melanie Niklaus. Tre anni fa, questa giovane donna, che oggi ha 23 anni, ha rilevato una panetteria a Kerzers, nella parte germanofona del canton Friburgo.

Melanie Niklaus inizia la sua giornata lavorativa poco dopo mezzanotte e finisce tardi. “Sono davanti al forno fino a mezzogiorno”, spiega. Poi va a riposarsi prima di occuparsi del suo cavallo. “Dopo le 18:00 torno ancora in panetteria per concludere la giornata”.

Segue questo ritmo sei giorni alla settimana. Il lunedì, quando la panetteria è chiusa, è dedicato alle mansioni amministrative. Questo programma non lascia molto spazio alle amicizie o alle relazioni sentimentali. “Altre persone escono la sera. A me non attira particolarmente, quindi vado a lavorare”.

Pressione finanziaria e stress

Quando Melanie Niklaus ha rilevato la panetteria, aveva solo 20 anni e aveva appena completato la sua formazione come panettiera e pasticcera. La sua motivazione principale era l’autonomia: “Voglio essere creativa, prendere le mie decisioni e fare ciò che mi piace”.

Ma la pressione è forte. Lo stipendio di 13 persone dipende direttamente dal buon andamento dell’azienda. Questa responsabilità genera stress: “Non si sa mai come andranno le cose. Non posso dire che questo mese non ci saranno stipendi”, sottolinea la giovane donna.

Melanie Niklaus, l'amministratrice delegata dell'azienda, non si sottrae alle proprie responsabilità: a 23 anni, ha già 13 dipendenti alle sue dipendenze, il che le conferisce enormi responsabilità.
A 23 anni, Melanie Niklaus ha 13 dipendenti, il che comporta grandi responsabilità. SRF / Noah Knüsel

Non è affatto l’unica in questa situazione. “La paura di non riuscire più a provvedere al proprio sostentamento fa parte del gioco”, sostiene anche Qendrim Gashi, oggi 32enne. Questo architetto si è messo in proprio a Wolhusen (canton Lucerna) all’inizio del 2020, poco prima dello scoppio della pandemia di Covid-19.

Qualche mese prima, all’età di 26 anni, aveva lasciato il suo datore di lavoro. “Avevo l’impressione di non fare progressi come dipendente”, spiega. Quando è stato annunciato il lockdown, ammette di aver avuto paura. Ma per lui fare marcia indietro non era pensabile: “Mi dicevo che se fossi tornato dal mio ex capo dopo tre mesi, la gente si sarebbe chiesta cosa fosse successo. Questo mette una pressione enorme”.

L'architetto Qendrim Gashi
L’architetto Qendrim Gashi ha progettato il suo primo edificio all’età di 17 anni. A 26 si è messo in proprio. Per lui è difficile immaginare di tornare a lavorare come dipendente. SRF/Noah Knüsel

Un numero record di nuove imprese, nonostante le incertezze

“L’indipendenza è, per definizione, qualcosa di molto incerto”, sottolinea Michele Blasucci. Attraverso la sua società di consulenza, affianca chi desidera mettersi in proprio. Un quarto della sua clientela ha meno di 30 anni, una percentuale in aumento.

Questo interesse dei giovani per l’indipendenza si riflette nelle statistiche sulle nuove imprese pubblicate dall’Istituto per giovani imprese (pdf, in tedescoCollegamento esterno). Si manifesta nonostante un clima sempre più instabile. Dopo la pandemia sono seguiti la guerra in Ucraina, i conflitti a Gaza e in Iran. In Svizzera, gli affitti e i costi sanitari continuano ad aumentare.

Contenuto esterno

Anche l’incertezza economica è in aumento, come dimostrano le previsioni del KOFCollegamento esterno, il centro di ricerche congiunturali del Politecnico federale di Zurigo. Quest’ultimo delinea prospettive cupe per l’economia svizzera, influenzata dalle tensioni geopolitiche mondiali, in particolare dalla politica doganale statunitense o dal conflitto in Iran.

“Una crisi può anche essere un’opportunità”

Per i giovani imprenditori svizzeri, queste incertezze hanno conseguenze concrete, spiega Michele Blasucci. I costi delle materie prime e dei trasporti possono variare rapidamente, come si è visto con il blocco dello stretto di Hormuz a seguito della guerra in Iran.

Inoltre, “le banche e gli investitori sono diventati più cauti”, aggiunge Blasucci. Eppure sono spesso proprio loro a fornire il capitale iniziale o i crediti necessari alle nuove imprese. Infine, a causa dell’inflazione, “i consumatori sono più cauti e spendono meno”. In sintesi: avviare un’impresa comporta oggi maggiori rischi.

Tuttavia, i periodi di difficoltà economica possono anche avere effetti positivi: “Una crisi costituisce un terreno fertile per l’innovazione. Per i giovani, ciò può rappresentare un’opportunità”, sottolinea Blasucci. In altre parole, forse non si avvia un’impresa nonostante l’incertezza, ma proprio a causa di essa.

Altri sviluppi
Lucas Rondez con skyline di Hangzhou sullo sfondo

Altri sviluppi

Comunità degli Svizzeri all’estero

Lucas Rondez, un imprenditore purosangue: “Un problema per me è sinonimo di opportunità”

Questo contenuto è stato pubblicato al Lucas Rondez non si reputa un esperto in nulla, ma il suo percorso di vita racconta il contrario. L’imprenditoria è la sua specialità e la sua vocazione. Per concretizzarla, però, ha sentito di dover lasciare la Svizzera, e ha puntato dritto sulla Cina. Ritratto.

Di più Lucas Rondez, un imprenditore purosangue: “Un problema per me è sinonimo di opportunità”

Maggiore autonomia

Nonostante la pressione, i rischi e le giornate lavorative interminabili, l’indipendenza presenta anche dei vantaggi per chi ha avviato un’attività in proprio: maggiore libertà nell’organizzazione del tempo e maggiore autonomia. “Faccio davvero fatica a immaginarmi di tornare un giorno a lavorare come dipendente in un ufficio”, conclude Qendrim Gashi.

La Svizzera registra anno dopo anno nuovi record in materia di creazione di imprese.

Secondo i dati dell’Ufficio federale di statistica (USTCollegamento esterno), nel 2013 sono state fondate circa 37’000 imprese. Nel 2023 erano quasi 47’000, ovvero oltre un quarto in più.

Da allora la tendenza al rialzo è proseguita, stando alle analisi dell’Istituto per giovani imprese basate sui dati del registro di commercio.

Tuttavia, non tutte le aziende sopravvivono. Secondo l’UST, circa l’80% delle nuove società è ancora attivo dopo un anno di attività. Cinque anni dopo la loro costituzione, ne rimane poco meno della metà.

Tradotto dal tedesco e verificato da Zz

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR