Nei campi della cannabis legale svizzera
Accesso limitato, telecamere e filo spinato: viaggio nella filiera che rifornisce i progetti pilota di vendita controllata di marijuana in Svizzera.
Fumare cannabis a scopo ricreativo rimane vietato in Svizzera. Eppure circa 10’000 adulti acquistano già prodotti a base di canapa in modo legale nell’ambito dei progetti pilota di vendita controllata autorizzati dalla Confederazione. Mentre il Parlamento discute una possibile regolamentazione del mercato destinata agli adulti, RTSCollegamento esterno ha seguito la filiera, dalla coltivazione fino alla vendita.
Accedere a una delle piantagioni che riforniscono questi programmi sperimentali non è semplice. Dopo tre anni di trattative e numerose garanzie sulla riservatezza, è stato possibile visitare un sito la cui ubicazione resta segreta per motivi di sicurezza.
Lontano dagli stereotipi delle coltivazioni clandestine, in scantinati fatiscenti illuminati da lampade artificiali, i campi all’aperto sono sorvegliati da telecamere e circondati da filo spinato. La raccolta avviene manualmente: i lavoratori, equipaggiati con tute protettive e cuffie, tagliano i fiori uno a uno con le cesoie. Alcuni preferiscono mantenere il massimo riserbo sul proprio impiego, mentre altri raccontano come affrontano i pregiudizi ancora associati al settore.
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Il viaggio prosegue poi alla Cannabinothèque di Vernier, nel canton Ginevra, uno dei punti vendita coinvolti nella sperimentazione. Qui l’immagine tradizionale del consumatore di cannabis lascia spazio a una realtà molto più diversificata: tra i clienti figurano professionisti, persone in pensione e consumatori di lunga data.
Tra le figure più note impegnate da anni nel dibattito sulla regolamentazione della cannabis c’è anche l’ex consigliera federale Ruth Dreifuss. Oggi oltre ottantenne, presiede l’associazione responsabile del progetto pilota ginevrino e difende il progetto, sostenendo che la cannabis è meno pericolosa di alcol e tabacco.
La filiera della cannabis legale continua, comunque, a suscitare curiosità e diffidenza. Nelle zone di coltivazione non mancano le segnalazioni alle forze dell’ordine da parte di vicini insospettiti dagli odori provenienti dai campi. Anche alcuni spacciatori si sarebbero interessati al nuovo mercato legale per valutarne l’impatto sulla propria attività.
Tra campi sottoposti a rigide misure di sicurezza, punti vendita dall’aspetto quasi amministrativo e un dibattito politico ancora aperto, la Svizzera sta già mettendo alla prova sul terreno un possibile modello di regolamentazione della cannabis.
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