Inondazione in Nepal e in Tibet, 31 morti
È salito ad almeno 31 morti il bilancio delle vittime della violenta e improvvisa inondazione che ha colpito oggi il distretto di Rasuwa e aree vicine nel Nepal centrale, mentre centinaia di persone risultano ancora disperse.
(Keystone-ATS) Lo rende noto la polizia della provincia di Bagmati, secondo quanto riporta la CNN. Il Kathmandu Post conferma che 348 persone risultano disperse mentre 88 sono state soccorse. I media statali cinesi hanno in precedenza avvertito della possibilità di “gravi perdite umane” in Tibet, ma finora non sono state diffuse cifre ufficiali sul numero delle vittime.
L’enorme accumulo di acqua e fango ha travolto villaggi e danneggiato infrastrutture, tra cui una diga idroelettrica. Si teme che il bilancio delle vittime tenderà ad aggravarsi e che i danni materiali siano ingenti, ha dichiarato oggi il responsabile amministrativo del distretto, Narendra Pariyar. La zona più colpita è una regione dell’Himalaya abitata da decine di migliaia di persone, tra cui molti turisti.
Stando a una prima valutazione di scienziati nepalesi e cinesi, citati dal Kathmandu Post, una valanga di ghiaccio potrebbe aver bloccato il fiume Lhende, provocando l’improvviso accumulo d’acqua e la successiva ondata di piena nel fiume Bhotekoshi che ha colpito l’area settentrionale del Paese. Le piene dei fiumi hanno travolto case, camion e strade nei distretti montuosi al confine con la Cina, mentre le autorità sono impegnate nelle operazioni di soccorso.
Tra i dispersi ci sono 32 membri della polizia nepalese e della Armed Police Force nella località di Timure, vicino al confine con la Cina. Altri 60 lavoratori legati al progetto idroelettrico Langtang Khola risultano irreperibili. Risultano inoltre dispersi 15 dipendenti dell’ufficio doganale di Rasuwa a Timure, secondo quanto riferito dal responsabile dell’ufficio Rajendra Dhungana.
Le operazioni di ricerca e soccorso sono in corso e vedono impegnati l’esercito nepalese, la polizia e la Armed Police Force, con personale specializzato, squadre mediche e mezzi per la gestione delle emergenze. Secondo Nepal News, nelle aree colpite vengono inoltre inviati rifornimenti di emergenza, mentre i droni sono utilizzati per mappare i danni e individuare eventuali persone rimaste isolate. I soccorritori stanno concentrando le ricerche anche nelle aree della dogana e dello scalo di Rasuwagadhi, dove alcune persone potrebbero essere rimaste sepolte.
Le autorità hanno intanto invitato la popolazione che vive lungo i fiumi Bhote Koshi e Trishuli ad allontanarsi dalle rive e a raggiungere luoghi sicuri, a causa della minaccia rappresentata dalle acque trattenute lungo i corsi d’acqua.
Coinvolto anche versante cinese
L’emergenza ha coinvolto anche il versante cinese del confine. I media statali di Pechino hanno riferito di una frana che si è verificata intorno alle 10:30 ora locale (le 4:30 in Svizzera), nella zona del porto commerciale di Gyirong, in Tibet, parlando di numerose vittime e dispersi.
Il presidente cinese, Xi Jinping, ha ordinato di rafforzare le operazioni di ricerca e soccorso e di fare il possibile per ridurre il numero delle vittime. Le autorità hanno inoltre avvertito del rischio di frane lungo le strade della regione.
Xi ha chiesto di fare tutto il possibile per cercare e soccorrere le persone disperse, trasferire e sistemare gli abitanti minacciati dall’evento e accelerare le cure ai feriti.
Al momento non risultano vittime svizzere
il Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE) si è detto “profondamente colpito” da quanto accaduto. Al momento non risultano informazioni su vittime svizzere. Chiarimenti sono in corso.
I cittadini elvetici presenti sul posto sono invitati a seguire le istruzioni delle autorità locali. La rappresentanza svizzera di Kathmandu è in contatto con gli organismi competenti sul posto.
La Confederazione ha espresso, tramite il social X, la propria solidarietà al popolo nepalese in questo difficile momento. “I nostri pensieri sono con tutti coloro colpiti da questa catastrofe”, ha scritto il DFAE.