Iraq: ancora sangue, solo oggi 30 morti in attacchi
(Keystone-ATS) Scorre ancora sangue in Iraq, dove non si ferma la catena di attentati che dura ininterrottamente da anni e che rischia di far precipitare il paese nel baratro di una guerra settaria. Oggi, in diversi attacchi che hanno colpito il Paese da nord a sud sono morte almeno 30 persone. Bombe sono esplose a Bassora e nella città santa sciita di Najaf, ma anche a Nassiriya, Kut, Hilla, Tuz Khurmato e Mahmudiya.
In totale sono esplose dieci autobombe questa mattina, durante le ore di punta, in otto città sciite del sud. Ma anche il nord del Paese non è stato risparmiato. Tre poliziotti sono stati uccisi nei pressi della città di Mossul. Tutti attacchi non rivendicati, ma è noto che gruppi sunniti legati ad al-Qaida conducono regolarmente attacchi coordinati di questo tipo contro gli sciiti, che considerano apostati.
Gli attacchi più sanguinari hanno avuto come obiettivi le città di Kut e Aziziyah. A Kut, 160 chilometri a sud di Baghdad, un’autobomba ha ucciso sette persone fuori da un ristorante. Mentre ad Aziziyah un’altra autobomba è esplosa nei pressi di una moschea sciita, vicino al mercato principale, causando cinque vittime.
A Bassora (nel sud del Paese), un doppio attentato organizzato con due autobomba ha ucciso cinque persone, tra cui un artificiere che tentava di disinnescare una delle vetture. Sempre nel sud del paese altre sei persone sono morte e decine ferite in attentati a Nassiriya, Mahmudiyah, Najaf, e Madain Jbela. Ancora sangue nel nord del Paese, dove, nella multietnica Tuz Khourmatou, città situata in un territorio conteso dal governo centrale e dalle autorità della regione autonoma del Kurdistan iracheno, una bomba ha ucciso due persone. Mentre a Mossul, città a maggioranza sunnita, tre poliziotti sono morti in uno scontro a fuoco.
A dieci anni dall’invasione del Paese da parte della Coalizione guidata dagli Stati Uniti, che ha portato alla caduta di Saddam Hussein, un compromesso per una stabile e pacifica condivisione del potere tra sunniti, sciiti e fazioni curde è ancora lontano e la violenza è in aumento. Una recrudescenza che va in parallelo con la mobilitazione sunnita contro il governo. Gruppi armati sunniti legati ad al-Qaida, infatti, stanno cercando di screditare il governo, guidato da sciiti, e minare la fiducia della gente nelle forze di sicurezza.