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Irma: 95% Barbuda distrutta, danni per 100 mln di dollari

Nella foto l'uragano Irma (a sinistra) è seguito a ruota da un altro uragano, Jose, per fortuna molto più debole Keystone/EPA NASA/NASA / LANCE RAPID RESPONSE / MO sda-ats

(Keystone-ATS) Il 95% di Barbuda è andato distrutto e i danni ammontano ad almeno 100 milioni di dollari. Lo ha detto alla Cnn il primo ministro della piccola isola dei Caraibi devastata dal passaggio dell’urgano Irma.

L’uragano continua intanto ad avanzare in direzione della Florida con venti che procedono alla velocità di 285 chilometri orari, con raffiche ancora più violente.

Nell’imminenza di quello che si preannuncia come un potenziale impatto devastante, in queste ore la popolazione di Haiti e della Repubblica Dominicana si sta organizzando con ordine, anche se resta grave preoccupazione per le diverse aree che non si sono ancora riprese dai gravissimi danni causati da Matthew dell’anno scorso.

Oxfam, confederazione internazionale di organizzazioni non profit che si dedicano alla riduzione della povertà globale, attraverso aiuti umanitari e progetti di sviluppo, precisa che gli scaffali nei supermercati del nord di Haiti sono ormai vuoti e molte persone dalle aree costiere sono state evacuate.

A Cap-Haïtien – la seconda città di Haiti con 280.000 abitanti – le squadre di Oxfam sono già al lavoro con le autorità per collaborare all’evacuazione.

Il governo ha preparato 793 rifugi temporanei e insieme a Oxfam e ad altre agenzie sta cercando di evacuare il maggior numero di persone. “In questo contesto inoltre una delle maggiori preoccupazioni, potrebbe essere l’esplosione di focolai di colera, per adesso sotto controllo, qualora le infrastrutture idriche e sanitarie dovessero essere distrutte”, spiega Gabriele Regio, responsabile degli interventi di Oxfam Italia tra Haiti e Repubblica Dominicana.

Ad accompagnare Irma sono arrivati intanto altri due uragani, Katia e Jose, entrambi molto più deboli e classificati nella categoria 1 della scala Saffir-Simpson, che ordina gli uragani in cinque categorie sulla base sull’intensità dei venti al suolo. Il primo sta raggiungendo le coste del Messico, mentre Jose è ancora nell’Atlantico e segue a distanza Irma.

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