Italia: tornano i marò da India, ricevuti da Napolitano
(Keystone-ATS) Emozionati e tesi hanno fatto ritorno oggi in Italia, dopo dieci mesi e dietro il pagamento di oltre 800mila euro di cauzione alla giustizia indiana, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone, i due marò italiani arrestati nello stato del Kerala con l’accusa di aver ucciso lo scorso febbraio due pescatori, scambiati per pirati, durante la loro attività di scorta armata alla petroliera “Enrica Lexie”.
“Finalmente respiriamo l’aria di casa. Faccio fatica a rendermene conto”, queste le prime parole pronunciate da Latorre appena arrivato all’aeroporto di Ciampino (Roma). “Grazie al Presidente, al governo e al popolo italiano che ci sono stati sempre vicini: siamo sempre stati fiduciosi e continueremo ad esserlo”, ha detto Girone.
Nonostante gli impegni per le consultazioni della crisi, il Presidente della Repubblica italiana Giorgio Napolitano non ha rinunciato all’incontro con i due militari che sono stati ricevuti accompagnati dai ministri degli Esteri e della Difesa, Giulio Terzi e Giampaolo Di Paola.
La “licenza” scade il 5 gennaio – data entro la quale i marò devono tornare in India – ma il ministero degli esteri italiano continua a lavorare per il rilascio definitivo. “Il rientro temporaneo è un passo significativo – ha spiegato il ministro Terzi – anche perché si creino le condizioni affinché il loro ritorno sia definitivo e non soltanto per un permesso natalizio”.
“Continueremo a lavorare presso la Corte suprema federale indiana affinché venga finalmente emanata la sentenza, spero i primi di gennaio, e riconosciuta la giurisdizione italiana sul caso”, ha spiegato Terzi. Se così fosse, per Latorre e Girone non ci sarà il viaggio di ritorno.