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Italia: Unipol, Berlusconi condannato a 1 anno

(Keystone-ATS) L’ex premier italiano Silvio Berlusconi è stato condannato oggi a Milano a un anno di reclusione per la vicenda dell’intercettazione avvenuta il 18 luglio 2005 tra Piero Fassino e Giovanni Consorte, allora rispettivamente segretario dei Democratici di sinistra e numero uno del gruppo Finanziario Unipol, in piena scalata a Bnl (Banca nazionale del lavoro) da parte di Unipol. Due anni e tre mesi sono stati inflitti al fratello Paolo Berlusconi.

L’intercettazione (con il noto “allora abbiamo una banca?” pronunciato da Fassino) era stata pubblicata da ‘Il Giornale’, quotidiano della famiglia Berlusconi, il 31 dicembre 2005, quando ancora vigeva il segreto istruttorio.

I giudici della quarta sezione penale del Tribunale di Milano hanno anche disposto un risarcimento a carico di Silvio e Paolo Berlusconi di 80 mila euro a favore dell’ex segretario Ds Fassino, costituitosi parte civile al processo. Il risarcimento è stato disposto a titolo di provvisionale. Fassino aveva chiesto un risarcimento danni da un milione di euro.

Secondo l’accusa, il 24 dicembre 2005 l’allora premier avrebbe ascoltato la registrazione della telefonata, contenuta in una pen drive, in un incontro ad Arcore alla presenza del fratello e degli imprenditori Fabrizio Favata e Roberto Raffaelli.

Era stato quest’ultimo, che lavorava per la Research Control System (società che forniva le apparecchiature per le intercettazioni alla Procura), a trafugare, secondo le indagini, il ‘nastro’ e, assieme a Favata e al fratello Paolo, ad offrirlo, secondo l’accusa, come ‘regalo’ a Berlusconi in vista delle elezioni politiche del 2006. Pochi giorni dopo, il contenuto di quella telefonata era stato pubblicato e si era scatenata una ‘bufera’ di reazioni politiche.

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