Kim Jong-un in treno da Putin, ‘darà armi a Mosca’
(Keystone-ATS) Il leader nordcoreano Kim Jong-un è partito a bordo di un treno verso la Russia per un vertice con il presidente Vladimir Putin, con cui parlerà tra l’altro della fornitura di munizioni a Mosca, affamata di armi per continuare il conflitto in Ucraina.
L’incontro dovrebbe svolgersi fra martedì e mercoledì. Mettendo insieme tutte le indiscrezioni filtrate sui media internazionali, dovrebbero essere questi i tempi e lo scenario del colloquio tra il leader nordcoreano e quello russo, che preoccupa l’Occidente e gli alleati Giappone e Corea del Sud per lo sviluppo della cooperazione militare tra Pyongyang e Mosca.
Il Cremlino invece afferma che considera suo “dovere” costruire costruire “buone relazioni reciprocamente vantaggiose con la Corea del Nord, così come con gli altri vicini”. Kim e Putin, ha fatto sapere il portavoce, Dmitry Peskov, si incontreranno “nei prossimi giorni” per colloqui e una cena formale in onore di Kim.
L’agenzia Kcna ha confermato la missione, senza aggiungere altro, in particolare sui tempi. Ma un funzionario di alto livello del governo sudcoreano, che ha voluto mantenere l’anonimato, ha detto all’agenzia Reuters che il treno su cui si muove sempre Kim per le sue trasferte all’estero è partito fin da ieri da Pyongyang in direzione nord-est, verso la frontiera con la Russia, oltre la quale c’è Vladivostok, la principale città russa dell’Estremo Oriente.
Un viaggio di 700 chilometri che evidentemente si svolge molto lentamente sul mitico convoglio i cui vagoni si dice siano blindati e dotati di stanze per le riunioni con i collaboratori. Proprio a Vladivostok è arrivato oggi Putin per partecipare all’annuale Forum economico dell’Oriente. L’incontro tra i due leader potrebbe avvenire già domani a margine di questo evento, ha rivelato il funzionario sudcoreano. Ma l’agenda potrebbe subire cambiamenti dell’ultimo momento e il colloquio essere rimandato a mercoledì.
Lo stesso tragitto era stato percorso da Kim per il suo primo faccia a faccia con Putin, nell’aprile del 2019. E prima di lui per le loro visite in Russia e Unione Sovietica da suo padre e suo nonno, Kim Jong Il e Kim Il Sung. La Corea del Nord ha infatti legami storici con la Russia ed è stato uno dei pochi Paesi a manifestare sostegno all’operazione militare di Mosca in Ucraina. Agli osservatori, inoltre, non sfugge che quella di questi giorni è la prima visita all’estero di Kim Jong-un dopo la pandemia da Covid. Un evento per il quale ha scelto appunto la Russia anziché l’alleata numero uno, la Cina.
La Casa Bianca la settimana scorsa ha lanciato l’allarme per la possibile vendita di armamenti nordcoreani alla Russia. In particolare, si ritiene che Pyongyang abbia a disposizione vaste riserve di munizioni compatibili con i pezzi d’artiglieria russi. Il New York Times, citando fonti dell’amministrazione americana, ha scritto che Putin cercherebbe di ottenere l’aiuto di Kim per ricostituire le sue scorte di proiettili di artiglieria e razzi anticarro in cambio della cessione a Pyongyang di aiuti finanziari e alimentari, ma anche tecnologie avanzate per i satelliti e per lo sviluppo di sommergibili a propulsione nucleare.