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Macron, provo rabbia e vergogna per le devastazioni

''Questa sera proviamo tutti rabbia e vergogna'', ha dichiarato in un messaggio al Paese, il presidente francese Emmanuel Macron, in relazione al caos e alle devastazioni di ieri in Francia. "Nulla giustifica la violenza", ha aggiunto.

(Keystone-ATS) “Ieri, sabato 17 ottobre – ha proseguito Macron – facinorosi appartenenti a un gruppuscolo di estrema sinistra, affiancati da numerosi delinquenti, hanno saccheggiato esercizi commerciali e sono stati distrutti edifici pubblici. Perché dare alle fiamme il municipio di Limoges? (…) Come si può arrivare a tanto? Nulla lo spiega, nulla lo giustifica. Proviamo tutti rabbia e vergogna”, ha deplorato Macron.

Il presidente ha poi sottolineato che “chi ha distrutto deve pagare, chi ha saccheggiato deve rimborsare”, esprimendo nel contempo solidarietà alle forze dell’ordine. “Ieri, nonostante la loro professionalità, le forze dell’ordine hanno subito una violenza senza precedenti. Ho chiesto al governo di trarre tutti gli insegnamenti necessari in merito all’attività di intelligence; ci sarà massima trasparenza. Le indagini saranno condotte con la massima fermezza”, ha aggiunto.

Il presidente ha poi invitato a non “confondere le centinaia di migliaia” di manifestanti e le loro “legittime rivendicazioni” con “coloro che hanno distrutto, rotto, saccheggiato”. Macron ha anche espresso il suo sostengo ai commercianti e artigiani colpiti dai saccheggi: “Non saranno lasciati soli”, ha affermato annunciando che già domani il primo ministro Sébastien Lecornu presiederà una riunione di crisi sul tema.

Macron ha poi domandato ”all’insieme dei partiti, delle organizzazioni sindacali, di condannare senza ambiguità ogni forma di violenza. Il Paese ha bisogno di ordine, non di un’escalation”.

E, a sei mesi dalle elezioni presidenziali, ha lanciato un appello: “Tutti coloro che oggi sostengono che l’urgenza sia scendere in piazza hanno un solo obiettivo: sporcare il dibattito. I confronti non devono avvenire per strada né attraverso la violenza. Devono svolgersi nel rispetto, mai nel disordine o nella distruzione. Il nostro Paese merita una bella elezione presidenziale tra sei mesi”.

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