Mali: appello Unicef, bambini sempre più in pericolo
(Keystone-ATS) Con le operazioni militari in corso in Mali, l’Unicef chiede ai comandanti di tutte le forze armate, ai gruppi e alle milizie di fare tutto il possibile per proteggere i bambini dalle conseguenze delle ostilità, ponendo fine al reclutamento e all’uso dei bambini nei loro ranghi e tenendoli fuori pericolo. Lo rende noto Unicef Italia.
“I comandanti hanno l’obbligo di rilasciare immediatamente tutti i bambini di età inferiore ai 18 anni che sono attualmente associati ai propri gruppi armati, perché diminuiscano al minimo i rischi a cui vengono esposti i bambini durante i combattimenti” ha detto Pernille Ironside, specialista Unicef per la Protezione dell’Infanzia nelle Emergenze. “Le Forze Armate del Mali e gli alleati devono fare tutto il possibile per evitare vittime civili, fra cui donne e bambini” ha aggiunto.
L’Unicef è seriamente preoccupata per i bambini coinvolti nei combattimenti. È davvero elevato, sottolinea l’organizzazione, il rischio di separazione dalle loro famiglie che può rendere i bambini più vulnerabili a molte forme di abuso, compresi il reclutamento, abusi sessuali, traffico di bambini e altre forme di violenza contro i minori. C’è anche il rischio che, in caso di gruppi armati in ritirata o in fuga, i bambini vengano abbandonati e diventino ancora più vulnerabile agli attacchi di vendetta.