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Marocco: giudice riconosce violenza coniugale, è prima volta

(Keystone-ATS) Per la prima volta in Marocco un giudice riconosce il reato di violenza sessuale all’interno di un matrimonio.

È accaduto a Tangeri, sulla costa mediterranea, dove un marito è stato condannato a due anni di prigione per violenza nei confronti della moglie. La notizia è stata diffusa dal quotidiano Al Ahdath Al Maghrebiya, nell’edizione in edicola.

Il codice penale del Marocco prevede il reato di violenza all’articolo 400, con aggravante se commessa ai danni di un familiare all’articolo 485, ma di fatto nessun tribunale aveva mai riconosciuto prima una moglie come vittima.

Il marito violento, 25 anni, oltre a un’ammenda di 2mila dirham (225 franchi) deve versare alla moglie 30 mila dirham (pari a 3’400 franchi) per i danni subiti. Il giovane era finito davanti ai giudici della Corte d’Appello per aver costretto la sposa a rapporti non consensuali, con il ricorso della forza.

La donna è stata in grado di presentare certificati medici a sostegno delle violenze subite. L’avvocato difensore ha insistito inoltre sul danno psicologico subito dalla ragazza fin dal 2017, anno del matrimonio.

Nemmeno nel più recente testo di legge sulla violenza contro le donne, il 103’13, entrato in vigore lo scorso settembre, il legislatore aveva avuto il coraggio di prevedere la violenza coniugale entro il matrimonio.

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