MO: Shalit; mediatore atteso in Israele, nuovi spiragli
(Keystone-ATS) TEL AVIV – Nuovi spiragli negoziali potrebbero aprirsi nei prossimi giorni sul rilascio di Ghilad Shalit, il giovane militare israeliano prigioniero di Hamas nella Striscia di Gaza ormai da tre anni e mezzo, in cambio di alcune centinaia di palestinesi detenuti in Israele.
Lo suggeriscono oggi i media locali, dando notizia di un’inattesa visita in Israele fissata per domenica 20 del capo dell’intelligence egiziana Omar Suleiman, intermediario chiave della trattativa insieme con un collega tedesco.
Suleiman, a quanto si è appreso, dovrebbe incontrare il premier israeliano in persona, Benyamin Netanyahu, a margine di una riunione del Consiglio dei ministri. Circostanza che lascia immaginare una possibilità di svolta, malgrado i segnali negativi degli ultimi giorni seguiti alle voci insistenti che fino a poche settimane fa prospettavano un accordo imminente.
Le ultime indiscrezioni si concentrano in particolare sullo scenario di una ridefinizione della lista dei palestinesi da rilasciare: lista che Suleiman potrebbe rivedere con Netanyahu prima di presentarla a Hamas quale “proposta finale”.
Secondo la stampa, i nodi da sciogliere riguardano poche decine di nomi (forse solo 15, ma di peso) su circa un migliaio di detenuti in predicato di essere scarcerati: nomi-simbolo di Hamas e di altre fazioni palestinesi (come Marwan Barghuti, esponente di Fatah e leader della Seconda intifada) o figure condannate per gravi episodi di terrorismo. Nomi su cui Israele esita, ma rispetto ai quali Hamas ha respinto ufficialmente nei giorni scorsi ogni idea di compromesso, presentando le sua ultima lista come ‘offerta’ da prendere o lasciare. E che tuttavia, scrive oggi il giornale arabo stampato a Londra A-Sharq Al-Awsat, potrebbero alla fine diventare oggetto di qualche concessione sottobanco, nel quadro del braccio di ferro che la stessa testata accredita fra l’ala più dura del movimento islamico (rappresentata soprattutto dai leader in esilio) e quella più ‘pragmatica’ al potere a Gaza.