Mosca: lista di ‘Paesi ostili’, c’è anche la Svizzera
(Keystone-ATS) Il governo russo ha approvato oggi una lista di “Paesi ostili”, per aver applicato o per essersi uniti a sanzioni contro Mosca, nella quale compare anche la Svizzera. Lo riferisce la Tass.
La lista comprende tra gli altri gli Usa, i Paesi Ue, la Gran Bretagna, il Giappone, la Corea del Sud, l’Australia, la Nuova Zelanda e l’Italia oltre che ovviamente la stessa Ucraina.
Secondo il decreto, lo Stato, le imprese e i cittadini russi che abbiano debiti nei confronti di creditori stranieri appartenenti a questa lista potranno pagarli in rubli.
Cessate il fuoco
Il ministero della Difesa russo ha intanto dichiarato il cessate il fuoco per l’avvio di sei corridoi umanitari in Ucraina. Tre di questi però sono diretti in Russia e Bielorussia e Kiev ha già respinto la proposta giudicandola inaccettabile.
“Un cessate il fuoco è stato dichiarato dalle 10 di stamane, ora di Mosca, e sono stati aperti sei corridoi umanitari, di cui uno da Kiev a Gomel (Bielorussia), due da Mariupol a Zaporizhzhya (sud-est Ucraina) e Rostov sul Don (Russia meridionale), uno da Kharkiv a Belgorod (Russia occidentale) e due da Sumy a Belgorod e Poltava (Ucraina centrale)”, ha detto il portavoce del ministero della Difesa Igor Konashenkov.
“Questa non è un’opzione accettabile”, ha dichiarato la vice premier ucraina Iryna Verechtchuk. Secondo lei, i civili chiamati dai russi per essere evacuati “non andranno in Bielorussia e poi voleranno in Russia”. Per l’Ucraina la proposta sui corridoi umanitari che portano i rifugiati in Bielorussia o in Russia è “completamente immorale”, ha aggiunto un portavoce del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, secondo quanto riporta la Bbc.
Il corridoio dalla capitale Kiev porta verso la Bielorussia, mentre per Kharkiv c’è un solo corridoio verso la Russia. Il corridoio da Mariupol porta alla città russa di Rosto-on-Don, vicino al confine con l’Ucraina, mentre da Sumy ci sono due corridoi, uno verso altre città dell’Ucraina e l’altro verso la Russia.
Preparazione per l’attacco
La Russia ha intanto iniziato ad “ammassare” truppe e mezzi militari alle porte di Kiev in preparazione dell’atteso assalto alla capitale ucraina mentre durante la notte si sono intensificati i bombardamenti su quasi tutto il Paese.
La Russia ha iniziato ad “ammassare le proprie risorse per prendere d’assalto Kiev”, ha reso noto l’esercito ucraino in un rapporto: nel sobborgo di Irpin, alla periferia occidentale della capitale, le truppe stanno avanzando con carri armati e unità di fanteria motorizzata, oltre a tentare di raggiungere la periferia orientale attraverso i distretti di Brovarsky e Boryspil, affermano i militari.
Un assalto a cui potrebbero partecipare anche combattenti reclutati in Siria, scrive il Wall Street Journal citando quattro funzionari americani, in virtù della loro esperienza nella guerriglia urbana.
Nessun perdono
In un discorso alla nazione, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky promette di “punire tutti coloro che hanno commesso atrocità in questa guerra sulla nostra terra” e di “non perdonare”, ne “dimenticare”. E avverte: “Troveremo ogni bastardo che ha sparato alle nostre città, alla nostra gente, che ha bombardato la nostra terra, che ha lanciato razzi. Non ci sarà posto tranquillo su questa terra per voi. Eccetto la tomba”.