Nagra: siti scorie, esperto Buser all’origine fuga notizie
(Keystone-ATS) È stato l’esperto Marcos Buser a far circolare la nota interna della Società cooperativa nazionale per l’immagazzinamento di scorie radioattive (Nagra) sui siti prescelti per il deposito finale: un documento confidenziale poi divulgato lo scorso 7 ottobre da due domenicali. Buser l’aveva ottenuta da un dipendente della Nagra, che si è ora autodenunciato. Non è però ancora chiaro chi abbia informato la stampa.
Ex dipendente confessa
“Dopo due notti insonni mi sono deciso a liberare i dipendenti della Nagra dal peso del sospetto generalizzato di avere qualcosa a che fare con la nota interna che attualmente fa scalpore sui giornali”, afferma l’ex dipendente, citato in un comunicato della Cooperativa pubblicato oggi.
L’uomo, oggi in pensione, precisa di aver consegnato all’inizio di quest’anno, quando ancora lavorava per la Nagra, la nota interna a Buser, un geologo esperto di scorie nucleari che era allora membro della Commissione federale per la sicurezza nucleare (CSN). Lo ha fatto – aggiunge – a margine di un Forum tecnico sulla sicurezza (FTS), “in modo retrospettivamente ingenuo”, su richiesta dello stesso Buser, che voleva documentazione sui piani di prospezione per discuterne all’interno del forum.
L’esperto ha dato le dimissioni in giugno dalla CSN, dicendosi nauseato – in una intervista alla “SonntagsZeitung – della promiscuità di interessi esistente tra l’Ufficio federale dell’energia (UFE), l’Ispettorato federale della sicurezza nucleare (IFSN) e la Nagra.
Buser si giustifica
Interpellato dall’ats, Buser ha detto di essersi dato da fare “per mesi” affinché le autorità indagassero “sull’origine di questo documento esplosivo”, datato 18 novembre 2011. Tuttavia – ha aggiunto – né il Dipartimento federale dell’ambiente e dell’energia (DATEC), né l’UFE né l’IFNS hanno fatto qualcosa.
È stato allora che ha deciso di dimettersi per protesta dalla CSN e di scrivere un libro insieme a Walter Wildi, professore di geologia a Ginevra. Questi si è a sua volta dimesso in agosto dal Comitato consultivo per lo smaltimento delle scorie nucleari, denunciando la “cultura della sicurezza irresponsabile” dimostrata da questo organismo istituito nel 2009 come organismo indipendente dall’allora capo del DATEC Moritz Leuenberger.
Buser ha dunque passato al collega la nota della Nagra, facendogli notare che era confidenziale. Durante una seduta con l’UFE Wildi avrebbe però parlato del documento. “Mi sono allora sentito nell’obbligo di agire”, ha spiegato Buser. Il 26 settembre scorso ha quindi informato il presidente del governo zurighese Markus Kägi e un suo collaboratore. Buser non ha voluto dire se si sia rivolto anche alla stampa.
Due soli siti
Lo scorso 7 ottobre, la “SonntagsZeitung” e “Le Matin Dimanche” hanno pubblicato estratti del documento interno della Nagra, in cui si evocano due soli siti, invece dei sei allo studio, per la possibile costruzione di depositi finali per le scorie delle centrali nucleari: il Weinland zurighese (a nordest del capoluogo) per quelle altamente radioattive e la zona argoviese del Giura orientale (Bözberg) per quelle mediamente radioattive.
La Nagra ha subito reagito affermando che si tratta solo di “uno dei tanti scenari possibili” che servono da base per calcolare le risorse finanziarie e di personale necessarie. Una puntualizzazione che non ha tranquillizzato granché le autorità e la popolazione delle regioni indicate.
All’inizio di dicembre del 2011 il Consiglio federale aveva deciso che sono sei i posti possibili da esaminare in modo approfondito nei prossimi quattro anni: Südranden (SH), Weinland zurighese (ZH/TG), Lägeren Nord (ZH/AG), Bözberg (AG), Giura Sud (SO/AG) e Wellenberg (NW).