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Nestlé: meno dello 0,5% fatturato interessato da richiamo prodotti

Keystone-SDA

La vasta campagna di richiamo di alimenti per neonati lanciata da Nestlé non avrà effetti finanziari significativi sull'azienda.

(Keystone-ATS) I prodotti dei lotti ritirati in 31 paesi – Svizzera compresa – rappresentano meno dello 0,5% del fatturato annuo dell’impresa, sottolinea il gruppo in una comunicazione diffusa ieri sera.

La società ha ribadito che finora non sono stati confermati casi di malattia correlati al consumo degli articoli, fra l’altro del noto Beba, che potrebbero essere contaminati da una tossina. “Se non si manifestano sintomi, non c’è motivo di preoccuparsi per gli effetti sulla salute”. I possibili sintomi sono vomito forte o persistente, diarrea o letargia insolita, che di solito si manifestano tra 30 minuti e 6 ore dopo il consumo.

La causa dei problemi è da ricercare in un difetto tecnico di pulizia in un’azienda fornitrice, che in dicembre ha causato la contaminazione di un olio utilizzato come ingrediente dei prodotti. In un controllo effettuato dalle autorità in Austria sono stati rilevate piccole quantità di cereulide – una tossina che provoca intossicazioni alimentari caratterizzate appunto da nausea e vomito – in due lotti.

Il richiamo dei prodotti era già cominciato in sordina durante le festività natalizie, ma lunedì è partito un vasto annuncio pubblico. Gli investitori non hanno apprezzato: l’azione Nestlé in borsa ha perso circa il 3% nelle prime due sedute del 2026. Sull’arco di un anno la performance rimane positiva nella misura del 2%, mentre negativo è l’andamento in un lustro: -25%.

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