Netto aumento dell’indebitamento delle imprese dal 2010
(Keystone-ATS) Nell’ultimo decennio le imprese svizzere hanno ricorso maggiormente ai prestiti, aumentando così in modo significativo il loro indebitamento.
Tuttavia, la qualità del debito è migliorata costantemente, stando a uno studio pubblicato oggi dalla Zürcher Kantonalbank (ZKB), la banca cantonale di Zurigo.
Tra il 2010 e il 2021, il debito di un campione di 92 aziende è cresciuto del 69%, raggiungendo i 223 miliardi di franchi sulla scia anche dei bassi tassi d’interesse. Nello stesso periodo gli utili operativi a livello Ebitda (cioè prima di interessi, imposte, svalutazioni e ammortamenti) sono però saliti solo del 30%.
La solvibilità totale è comunque migliorata: per l’insieme del mercato il rating creditizio è passato da BBB+ ad A. L’analisi di ZKB mostra che la Svizzera, in termini di affidabilità creditizia, si posiziona meglio di molti paesi europei: le imprese elvetiche sono cioè più sane di quelle tedesche, francesi britanniche, italiane e spagnole.
Questa solidità dovrebbe proteggere le società dai rischi economici e geopolitici, a condizione che la crisi non sia troppo grave. Gli autori dello studio hanno considerato tre scenari. Il primo, una recessione economica moderata, non avrebbe alcun effetto sul rating di 92 società; una crisi analoga a quella del 2008-2009 comporterebbe un declassamento di un grado; ma solo il terzo scenario, che prevede una grave recessione accompagnata da un forte aumento dei tassi di interesse, avrebbe un impatto più grave sulla solvibilità delle imprese interessate.