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OCSE: PIL mondiale frena al 2,8% nel 2026, 3,1% nel 2027

Keystone-SDA

La crescita del PIL mondiale dovrebbe contrarsi, passando dal 3,4% del 2025 al 2,8 % del 2026, prima di risalire al 3,1% nel 2027 (dato invariato): lo si legge nelle ultime Prospettive economiche dell'Organizzazione per la cooperazione e lo sviluppo economico (OCSE).

(Keystone-ATS) Vista l'”eccezionale incertezza” della situazione legata alla guerra in Medio Oriente, l’organismo ha deciso di proporre quest’anno due scenari possibili. Uno scenario, appunto, a “turbative limitate nel tempo”, e l’altra a “turbative prolungate” nel tempo, dalle “conseguenze più vaste e ben più duratura”.

Nel caso in cui dovesse verificarsi questo secondo scenario, con l’assenza di un accordo di pace in Medio Oriente per buona parte del 2026, scrive l’OCSE, il PIL mondiale ”dovrebbe rallentare nettamente per stabilirsi a solo 2,1% nel 2026 e 1,8% nel 2027, conducendo così diverse economie ad entrare in recessione o a sfiorarla, facendo aumentare la disoccupazione”.

“L’economia globale è di nuovo sotto pressione. Le interruzioni del trasporto marittimo nello Stretto di Hormuz, unitamente ai danni alle infrastrutture energetiche, hanno causato un forte aumento dei prezzi dell’energia e un incremento dei costi dei fertilizzanti e di altri fattori produttivi industriali essenziali. Questi aumenti di prezzo alimentano le pressioni inflazionistiche, erodono la fiducia e pesano sulla domanda delle famiglie e sull’attività economica”, scrive il capoeconomista dell’OCSE Stefano Scarpetta nel messaggio introduttivo delle ultime Prospettive economiche.

“L’evoluzione del conflitto in Medio Oriente – prosegue Scarpetta – rimane incerta, ma è probabile che le sue conseguenze economiche persistano per qualche tempo, anche dopo la sua risoluzione”.

Da parte sua il segretario generale dell’OCSE Mathias Cormann afferma che “qualsiasi misura di sostegno fiscale adottata dai paesi in risposta allo shock deve essere temporanea e mirata a coloro che ne hanno più bisogno, per evitare un ulteriore aumento del debito pubblico e per preservare gli incentivi al risparmio energetico”.

“Più in generale, i paesi devono gettare le basi per una crescita e una produttività più solide migliorando il contesto imprenditoriale, rafforzando le competenze e sfruttando i vantaggi dell’intelligenza artificiale (IA) e di altre tecnologie trasformative.”

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