Oltre 400 domande di prestiti d’urgenza Covid-19 sotto inchiesta penale

I Cantoni con il maggior numero di procedure d'inchiesta sono i principali centri economici del Paese. Keystone / Martin Ruetschi

Secondo una ricerca della radiotelevisione svizzera RTS, oltre 400 procedimenti penali sono stati avviati dalle procure cantonali in relazione alla concessione dei prestiti Covid-19 garantiti dalla Confederazione. Quindi su un prestito ogni 300 pesano sospetti di frode.

Questo contenuto è stato pubblicato il 31 agosto 2020 - 17:00
Marc Renfer et Muriel Ballaman, RTS

Concepiti in pochissimo tempo dal governo svizzero per far fronte al rallentamento economico causato dalla crisi sanitaria, i prestiti Covid-19 sono stati concessi a 136'000 aziende attive in Svizzera. In totale, quasi 17 miliardi di franchi sono stati messi a disposizione del settore privato per garantire la liquidità delle imprese in difficoltà.

Alcuni richiedenti di credito sono però ora sospettati di reati, in particolare di frode, avendo cercato di approfittare di questo improvviso e massiccio afflusso di denaro.

Secondo una ricerca della RTS, i procuratori cantonali hanno avviato oltre 400 procedimenti penali contro dirigenti d'azienda. Le frodi riscontrate vanno da false indicazioni sul fatturato, dal quale dipendono in parte gli importi dei prestiti, all’impiego dei fondi per acquisti personali.

La maggior parte delle denunce sono pervenute ai tribunali tramite l'Ufficio di comunicazione in materia di riciclaggio di denaro (MROS), a sua volta allertato dagli istituti bancari.

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Sospetti su un prestito ogni 300

In tutta la Svizzera, un credito su 300 ha quindi portato a un'indagine penale. Questo numero potrebbe aumentare ulteriormente se altre denunce dovessero arrivare nelle procure.

Non sorprende che i Cantoni con il maggior numero di procedure siano anche i principali centri economici del Paese. Quasi la metà dei casi concernono Zurigo (76), Vaud (67) e Ginevra (40).

Tuttavia, il tasso più elevato di potenziali irregolarità si riscontra nel Cantone di Basilea Città, dove quasi 8 crediti Covid-19 su 1000 hanno portato all'avvio di una procedura.

Per contro, meno del 2‰ dei prestiti ricevuti dalle aziende bernesi o ticinesi sono sospettati di frode. Nel Giura, questo tasso si situa addirittura a meno dell'1‰.

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Il termine per la presentazione delle richieste per crediti transitori Covid-19 è scaduto il 31 luglio. Le domande di prestiti per le start-up scadono invece il 31 agosto. In totale, la Confederazione aveva  previsto un massimo di 40 miliardi di franchi per il suo programma di sostegni alle imprese.

Afflusso di domande a fine marzo

Le imprese commerciali e le officine per le riparazioni di auto hanno richiesto il maggior volume di crediti (29,9%), seguite da alberghi e ristoranti (12,3%), attività scientifiche e tecniche (12,2%), edilizia (12,1%) e industria manifatturiera (8,7%), secondo le statistiche pubblicate dalla Segreteria di Stato per l'economia.

La maggiore ondata di richieste si è verificata nei primi otto giorni dopo il 26 marzo. Ogni giorno sono stati stipulati in media 10’000 contratti di credito. Il record giornaliero (11’750) è stato stabilito il 28 marzo. Dalla seconda settimana di aprile in poi, la curva si è appiattita notevolmente.

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