Assicurazione malattia: meno premi per le famiglie numerose?
Le famiglie con più figli devono pagare premi meno onerosi per l'assicurazione malattia. E' quanto vuole il Nazionale che giovedì ha approvato una proposta in questo senso.
Il continuo aumento dei premi, che per l’anno 2002 in base alle richieste delle casse malati potrebbero crescere ancora del 10%, sta suscitando grosse preoccupazioni e notevoli malumori tra la popolazione. Una spesa che grava come un macigno sui budget familiari, in particolare della classe media.
Lo spinoso argomento è stato al centro delle discussioni al Consiglio Nazionale che a sorpresa, per 75 voti contro 74, ha accettato contro la raccomandazione della propria commissione un’iniziativa parlamentare della democristiana Therese Meyer in favore delle famiglie numerose. Due altre proposte avanzate dalla sinistra sono invece state respinte.
La misura esige una riduzione del 50% del premio per l’assicurazione obbligatoria per il secondo figlio, e la totale esenzione per i successivi a condizione che un genitore e il primo figlio siano assicurati alla stessa cassa. I sussidi contemplati attualmente dalla legge in favore dei bassi redditi raggiungono solo in parte il loro obbiettivo sociale, ha spiegato la promotrice, tralasciando le famiglie che si meriterebbero di venire aiutate.
L’esplosione dei premi rappresenta un fardello opprimente per le famiglie e un vero e proprio problema sociale, ha riconosciuto la commissione. La proposta Meyer servirebbe tuttavia soltanto a trasferire il carico dei premi sulle spalle di altre categorie di assicurati, facendo così aumentare i loro contributi. Complessivamente si tratterebbe di circa 130 milioni di franchi, pari al 2% del volume dei premi.
Una proposta per alleggerire il fardello dell’assicurazione obbligatoria è in cantiere nel quadro della seconda legge sulla LAMal, in agenda fra due settimane al Consiglio degli Stati. Per la commissione sarebbe stato quindi più opportuno attendere le decisioni dei colleghi senatori prima di prendere posizione. In ogni caso, l’evoluzione dei premi deve essere messa in relazione con quello dei costi del settore della sanità.
La commissione è riuscita invece a convincere il plenum a bocciare l’iniziativa della socialista Jacqueline Fehr che chiedeva l’esenzione totale dal pagamento dei premi per i figli fino a 18 anni e fino ai 25 di quelli agli studi o in formazione. La proposta, che avrebbe costretto lo Stato a sborsare un miliardo di franchi l’anno, è stata respinta per 99 voti a 61. Medesima sorte è toccata all’iniziativa del gruppo socialista: questa chiedeva la riduzione mirata dei premi, in particolare per le famiglie, attraverso quei sussidi federali messi a disposizione dalla Confederazione che i Cantoni non hanno utilizzato. Somma che nel 2000 è ammontata a 500 milioni di franchi.
Luca Hoderas
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