Gli Stati rilanciano l’assicurazione maternità
Il Consiglio federale dovrà presentare un nuovo progetto di congedo maternità di 14 settimane. Anche il Consiglio degli Stati ha infatti approvato la proposta del Nazionale.
L’assicurazione maternità risorge a sorpresa per l’ennesima volta dalle proprie ceneri. Ad un anno e mezzo dall’ultimo no popolare, il terzo in poco meno di 15 anni, il progetto è stato chiamato a nuova vita nelle aule del Parlamento.
Dopo una serie di interventi incrociati tra le due Camere, alla fine i senatori hanno approvato per 24 voti a 17 la mozione del Consiglio nazionale. La mozione incarica il governo di presentare una soluzione che traduca nella pratica il mandato costituzionale introdotto oltre mezzo secolo fa.
Le madri che lavorano dovranno beneficiare, dopo il parto, di un congedo pagato di 14 settimane, una durata corrispondente a quella minima in vigore nell’Unione europea. Il progetto prevede un finanziamento misto, che combina le proposte avanzate dai diversi deputati. Le prime otto settimane dovranno essere pagate dal datore di lavoro, mentre le successive sei verrebbero finanziate dal fondo per le indennità per perdita di guadagno (IPG), un fondo alimentato dall’insieme della popolazione attiva ma destinato a compensare le perdite di salario degli uomini che prestano servizio militare.
Nonostante il rifiuto popolare, la questione deve trovare una soluzione, ha spiegato la portavoce della commissione, favorevole alla proposta del Nazionale. Ma le opposizioni non sono mancate. Favorevole ad un’assicurazione maternità, la liberale-radicale Erika Forster ha sottolineato che questo procedere rappresenta comunque una forzatura ed un rischio politico.
Più dura la sua collega di partito Vreni Spoerry, che ha denunciato le contraddizioni con cui questo tema viene affrontato. La mozione obbligherebbe il Consiglio federale a presentare una soluzione prestabilita, mentre più opportuno sarebbe concedere al governo la libertà di studiare più varianti.
Ma per i fautori dell’assicurazione maternità, la mozione non lega in alcun modo le mani al governo. La proposta, annunciata in settembre dalla ministra Metzler, di preparare un congedo di 8 settimane pagato dal datore di lavoro, può essere vista come una prima tappa di un disegno più ampio. In un secondo tempo, la mozione permetterebbe di completare l’opera.
Il finanziamento tramite IPG delle rimanenti 6 settimane soddisferebbe, oltre al mandato costituzionale sulla maternità, anche quello sulla parità di trattamento tra uomini e donne, ha affermato la PLR Michele Berger, ricordando che anche le lavoratrici contribuiscono a finanziare il fondo IPG.
Nonostante la posizione contraria della ministra, che preferisce lasciare passare un po’ di tempo prima di riproporre un nuovo progetto di congedo maternità di 14 settimane, il Consiglio degli Stati ha rilanciato la questione. Determinante per il buon esito della mozione è stata la coalizione tra socialisti, democristiani e i rappresentanti romandi del PLR, una coalizione all’origine del progetto caduto in votazione il 13 giugno del 1999.
Luca Hoderas
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