Il congresso degli Svizzeri in Italia all’insegna dei bilaterali
Quali conseguenze potranno avere per gli Svizzeri residenti in Italia gli accordi bilaterali sottoscritti fra Svizzera e Unione europea? È questa la domanda alla quale si cercherà di rispondere sabato a Sirmione, sul lago di Garda, dove sono attesi oltre 300 partecipanti provenienti da tutta l'Italia per il 63esimo congresso degli Svizzeri in Italia.
Ai presenti sarà fornita anche una spiegazione generale sulla genesi lunga e tormentata di questi accordi e sulle ripercussioni in Svizzera. Fra gli interlocutori invitati ci saranno il consigliere agli Stati grigionese Christoffel Brändli, l’ambasciatore di Svizzera in Italia Alexis Lautenberg e Claudio Fischer, membro della delegazione svizzera presso l’Ue a Bruxelles.
Gli accordi bilaterali sono stati approvati dal popolo un anno fa, ma non sono ancora entrati in vigore perché il capitolo sulla libera circolazione delle persone deve essere ratificato anche dai parlamenti dei 15 Stati membri dell’Ue. Cinque Paesi mancano ancora all’appello e dovrebbero terminare la loro procedura entro la fine del 2001.
Secondo Roberto Engeler, presidente del Collegamento degli Svizzeri in Italia, è però già fin d’ora possibile individuare le grandi linee delle ripercussioni che questi accordi avranno sugli Svizzeri residenti in Italia.
Il capitolo che maggiormente interessa i cittadini elvetici che vivono e lavorano negli Stati dell’Ue è probabilmente quello della libera circolazione delle persone. Una più ampia informazione è però necessaria anche sugli altri sei capitoli, che riguardano il trasporto aereo, i trasporti terrestri, l’agricoltura, gli ostacoli al commercio, gli appalti pubblici e la ricerca.
Secondo Engeler, numerosi Svizzeri in Italia conoscono generalmente abbastanza bene alcuni aspetti che riguardano il permesso di soggiorno o il permesso di lavoro, “ma molti altri particolari non sono conosciuti o lo sono soltanto vagamente: ad esempio le ripercussioni sulle assicurazioni sociali o quelle sull’accesso alle professioni.”
A Sirmione ci sarà dunque informazione di prima mano su tutti gli aspetti di un dossier essenziale per la Svizzera, dal momento che oltre il 60 percento delle esportazioni elvetiche sono dirette verso i paesi dell’Ue, da dove provengono l’80 percento delle nostre importazioni. Bisogna poi sapere che oltre 345.000 dei 580.000 Svizzeri espatriati vivono nei 15 Paesi dell’Ue. L’invito a informarsi meglio sembra dunque essere stato bene accolto dagli Svizzeri d’Italia, visto che il numero di partecipanti ha toccato quota 300, un primato per le riunioni del Collegamento.
Mariano Masserini
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