Joseph Deiss in Croazia
La Svizzera sosterrà con 750 000 franchi un programma di sminamento nella regione di Vukovar, in Croazia. Lo ha reso noto giovedì il ministro degli Esteri Joseph Deiss dopo un incontro con il suo omologo croato Tonino Picula.
La cifra si aggiunge al preventivo di aiuto di 4,2 milioni di franchi, ha spiegato Ruedi Christen, il portavoce del Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).
Oltre a piccoli programmi di sminamento, la Svizzera partecipa nella regione di Knin anche alla ricostruzione di abitazioni per i rifugiati che sono tornati nella loro patria. Solamente quest’anno la Confederazione ha costruito 82 alloggi e ha così reso possibile il rientro di oltre 300 persone, ha detto Christen. Per il 2001 si prevede la costruzione di altre 200 case.
Deiss si è recato nei dintorni di Zagabria per vedere uno dei programmi di sminamento sostenuti dalla Confederazione, mentre la visita ad alcuni villaggi nella regione di Knin non è stata possibile a causa del maltempo.
I serbi della regione di Knin erano fuggiti nel 1995 di fronte all’offensiva dell’esercito croato che tentava di riprendere possesso di territori secessionisti. Nel conflitto fra serbi e croati, all’inizio degli anni ’90, furono deposte quasi un milione di mine. Secondo dati ufficiali croati, circa 200 000 di queste sono state finora neutralizzate.
La visita di Deiss a Zagabria un anno dopo la morte del presidente di Franjo Tudjman è un segnale della volontà di instaurare «relazioni molto buone» tra i due paesi, ha aggiunto Christen.
Dopo i colloqui con Picola, Deiss ha incontrato il presidente Stipe Mesic. Il 65enne Mesic è stato eletto in febbraio successore di Tudjman, il quale aveva diretto con mano ferma il paese fino alla sua morte in dicembre.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.