L’indipendenza del Kosovo sotto esame
La Svizzera ha ribadito il suo sostegno al Kosovo in due documenti inviati alla Corte internazionale di giustizia, che martedì inizia ad esaminare la legalità della dichiarazione unilaterale di indipendenza del piccolo Stato a maggioranza albanese.
Interpellati dalla Serbia, che ha fatto ricorso contro l’autoproclamata indipendenza dell’ex provincia, i giudici dell’Aja dovrebbero emettere la propria sentenza nell’arco di alcuni mesi. Il giudizio della Corte non avrà carattere vincolante, ma sarà fondamentale per il riconoscimento a livello internazionale del giovane Stato, con capitale Pristina. Il 17 febbraio 2008, il primo ministro kosovaro Hashim Thaci, aveva dichiarato il Kosovo uno Stato «indipendente, sovrano e democratico». Un atto riconosciuto pochi giorni dopo dalla Svizzera e da 22 dei 27 stati membri dell’Unione Europea, oltre che dagli Stati Uniti.
La Serbia, il Kosovo e altri 29 Stati parteciperanno alla procedura orale davanti alla Corte, il principale organo giudiziario delle Nazioni Unite. La Svizzera ha redatto due documenti da trasmettere ai giudici, evitando così di recarsi direttamente all’Aja.
Il Kosovo figura tra i paesi prioritari dell’aiuto svizzero allo sviluppo nella regione, con la Bosnia, la Macedonia e la Serbia. Dai 8,95 milioni di franchi nel 2006, questo sostegno è passato a 15,24 milioni nel 2008. In totale, 13 milioni sono stanziati per il 2009 e 17 per il 2010. A questi si aggiungono i 50-60 milioni l’anno per sostenere i 220 soldati svizzeri attivi per la Forza multinazionale del Kosovo (KFOR), il cui mandato è stato prolungato dalle camere fino al 2011. Il delicato equilibrio nella regione è infatti tutt’ora garantito da 12.600 militari della NATO.
swissinfo e agenzie
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