The Swiss voice in the world since 1935

Missione svizzera a Tripoli

Una delegazione svizzera è giunta domenica a Tripoli per incontrare le autorità libiche e ristabilire i contatti con i due cittadini trattenuti da oltre un anno. La notizia, diffusa dalla televisione svizzera, è stata confermata in serata dal Dipartimento federale degli affari esteri (DFAE).

«Questa visita ha luogo nell’ambito della normalizzazione delle relazioni tra Svizzera e Libia prevista al punto 7 del contratto stipulato il 20 agosto a Tripoli», indica il DFAE in un breve comunicato. «Al momento, non può essere rilasciata alcuna informazione supplementare», aggiungono i servizi diplomatici

Secondo fonti della televisione svizzera, la delegazione – composta da cinque o sei persone – sarebbe guidata dal segretario di Stato Michael Ambühl. La missione diplomatica giunge a due giorni dalla scadenza prevista per la normalizzazione delle relazioni tra Svizzera e Libia, incrinatesi dopo l’arresto di Hannibal e Aline Gheddafi, nel luglio 2008 a Ginevra.

Da quasi un mese, la Svizzera non ha più contatti con i due ostaggi, né sa dove si trovino. Il governo libico ha spiegato di averli portati in un posto sicuro per proteggerli da un’eventuale azione svizzera di liberazione, ma secondo la ministra degli esteri Micheline Calmy-Rey non si tratta che di un pretesto.

Se i due uomini d’affari non fossero rilasciati entro il 20 ottobre – come previsto dall’accordo sottoscritto a fine agosto tra le autorità libiche e il presidente della Confederazione Hans-Rudolf Merz – non è escluso che la Svizzera faccia la voce grossa, adottando delle misure di ritorsione. Il trattato di Schengen offrirebbe infatti a Berna una possibilità per fare pressione su Tripoli. Grazie a questo accordo con l’Unione Europea, la Svizzera potrebbe render la vita difficile ai cittadini libici che vogliono viaggiare nel vecchio continente, rifiutando loro la concessione del visto anche per ragioni politiche. La notizia, pubblicata dalla NZZ am Sonntag, è stata confermata lunedì dall’Ufficio federale della migrazione.

swissinfo.ch e agenzie

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR