Moritz Leuenberger eletto presidente della Confederazione per il 2001
Terminata l'elezione del nuovo consigliere federale Samuel Schmid, l'Assemblea federale ha proceduto al rinnovo delle cariche di presidente e vice presidente della Confederazione per il 2001. Gli eletti: Moritz Leuenberger e Kaspar Villiger.
Presidente della Confederazione per il 2001 sarà quindi il ministro dei trasporti, dell’energia e delle comunicazioni Moritz Leuenberger, socialista di Zurigo, attuale vice presidente. Leuenberger è stato eletto con 187 voti su una maggioranza assoluta richiesta di 109.
Alla carica di vice presidente per il 2001 l’Assemblea federale ha poi eletto con 177 voti su una maggioranza assoluta richiesta di 95 voti, il ministro delle finanze Kaspr Villiger.
Di seguito vi proponiamo ora un breve ritratto del prossimo “primus inter pares”, ossia del presidente della Confederazione Elvetica per il 2001. Intellettuale, cittadino, riservato: per forza di cose lo zurighese Moritz Leuenberger sarà un presidente della Confederazione totalmente diverso dal suo predecessore, il montanaro di Kandersteg, l’attuale presidente della Confederazione e consigliere federale dimissionario Adolf Ogi. Due persone che tra l’altro si sono sempre stimate.
È la prima volta che il 54.nne nato a Bienne assume la guida del Consiglio federale. Era entrato in governo nel 1995, come subentrante di Otto Stich. Già in quell’occasione aveva preso il testimone dalle mani di Adolf Ogi, diventando capo del Dipartimento federale dei trasporti, delle comunicazioni e delle energie (oggi DATEC).
Figlio di un teologo protestante, Leuenberger non ama eccessivamente i bagni di folla. Il suo contegno è misurato, se non riservato, sempre elegante. Per alcuni è fondamentalmente timido, per altri rasenta l’arroganza. L’arte, l’opera, il teatro e la gastronomia lo interessano certamente più dello sport caro a Ogi.
Nei suoi discorsi e nelle sue esternazioni Leuenberger ricorre spesso allo humor, in modo sempre raffinato. Quale consigliere federale si è sempre attenuto al principio della collegialità. Su diversi temi non disdegna nemmeno il conflitto con il suo stesso partito, anche se è comunque più ancorato nel Partito socialista (PS) di quanto Ogi fosse sostenuto dall’UDC.
Leuenberger si sente legato ad un socialismo etico e illuminista, pragmatico e lontano anni luce da slanci romantici. Ma diversi «compagni» lo accusano di voler smantellare il servizio pubblico e di puntare troppo su una «terza via» alla Tony Blair.
Leuenberger è figlio del Sessantotto, assiduamente sorvegliato a Zurigo dalla polizia politica dal 1972 al 1980 e inserito a Berna nello «schedario degli estremisti». Nel prosieguo della sua carriera ha però dimostrato di saper rispettare il potere. Cresciuto a Bienne e Basilea, intraprende gli studi in diritto a Zurigo e ottiene la patente di avvocato. Nel 1974, all’età di 28 anni, entra nel consiglio comunale della città sulla Limmat, dopo essere diventato nel ’72 presidente della sezione locale del PS.
Nel 1979 viene proiettato in Consiglio nazionale. Diventa noto a livello nazionale dapprima come presidente dell’Associazionesvizzera degli inquilini e, poi, nel 1989, come presidente della commissione parlamentare d’inchiesta chiamata a far luce sull’operato della consigliera federale Elisabeth Kopp: dal rapporto della commissione scoppia lo «scandalo delle schedature».
Grazie a lui nel 1991 il Partito socialista conquista un secondo seggio nel Consiglio di stato zurighese (nel frattempo andato di nuovo perso). Leuenberger assume la direzione del Dipartimento degli interni e della giustizia.
Viene eletto in Consiglio federale il 27 settembre 1995. In un dipartimento di infrastrutture come il DATEC è confrontato con la marea liberalizzatrice. Cadono i monopoli delle FFS, delle PTT e della Swissair. Pendente è ancora l’apertura del mercato dell’elettricità.
Fine stratega, a Leuenberger sono riusciti alcuni colpi da maestro, in particolare in materia di politica dei trasporti. Ha però subito anche cocenti sconfitte: ultimamente il Consiglio federale ha rinunciato a fissare un termine per la chiusura delle centrali nucleari, e non si è ancora spento il ricordo del naufragio delle ecotasse.
Originario di Rohrbach, nel Canton Berna, Moritz Leuenberger è divorziato e ha due figli. Convive attualmente con la sua compagna, l’architetta Gret Loewensberg.
swissinfo e agenzie
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