Storico vertice in giugno fra le due Coree. Anche esperti svizzeri controllano la tregua
I leader della Corea del nord e del sud si incontreranno a giugno nella capitale nord coreana per il primo vertice tra i due Paesi divisi dall'ultima frontiera della Guerra fredda. Anche la Svizzera è impegnata nel controllo della tregua fra i due Paesi.
Il segretario del Partito dei lavoratori (comunista) Kim Jong Il e il presidente sud coreano Kim Dae Jung si incontreranno a Pyongyang dal 12 al 14 giugno. L’annuncio, dato lunedì contemporaneamente nelle due capitali, è giunto a due dalle elezioni generali a Seul e, secondo fonti diplomatiche cinesi a Pechino e osservatori a Pyongyang, è indicativo del desiderio dei nord coreani di dare un aiuto nelle consultazioni al presidente sud coreano Kim Dae Jung, che è sempre stato a favore di un riavvicinamento tra Seul e Pyongyang.
L’accordo è stato raggiunto sabato a Pechino dopo incontri segreti in Cina il mese scorso. L’agenda dei colloqui includerà la riunificazione delle famiglie divise dalla guerra di Corea del 1950-53, ma soprattutto la cooperazione economica, cominciata nel 1989 con la decisione del gruppo Hyunday di sviluppare turisticamente l’area del monte Kumgang, al confine con il sud.
Maggiori rapporti con il sud sono essenziali per la Corea del nord, la cui economia si è ridotta in condizioni disastrose, dopo il crollo dell’impero sovietico, principale alleato e aiuto, e con le inondazioni nella metà degli anni ’90 che hanno distrutto l’agricoltura.
Acqua, luce, gas e petrolio mancano dovunque e la produzione industriale è quasi inesistente. Il budget dello Stato per il 2000 approvato la scorsa settimana (pari a 9,4 miliardi di dollari) è la metà di quello del 1994. La carestia, secondo le organizzazioni umanitarie, ha rovinato un’intera generazione, mentre stime americane indicano due milioni di morti.
Kim Dae Jung ha proposto nel discorso di Capodanno che le due Coree formino un blocco economico per la cooperazione in tutti settori. Un’economia unificata significherebbe l’accesso per Seul alla manodopera a basso costo e risorse naturali, mentre per Pyongyang sarebbe l’apertura all’unica possibile fonte di investimenti.
Gli esperti di affari coreani moderano gli entusiasmi: non è il caso di attendersi risultati immediati o stravolgenti dal vertice, se questo ci sarà. Il Partito dei lavoratori, al potere in Corea del nord dal 1948, non sembra intenzionato a fare concessioni politiche. Le due Coree sono tecnicamente in stato di guerra -alla fine di quella di Corea venne firmato solo un’armistizio – e oltre il 38/mo parallelo che divide la penisola, sono presenti 37.000 soldati americani.
A Pyongyang, invece, domina ancora il culto del ‘grande leader’, l’eterno presidente Kim Il Sung, padre di Kim Jong Il, deceduto nel 1994, il cui compleanno verrà ricordato con grandi festeggiamenti sabato prossimo. La notizia del vertice è stata subito accolta con soddisfazione dalla Cina, che è preoccupata per la stabilità nel paese confinante e teme afflussi incontrollati di profughi, e dal Giappone che ha ripreso la scorsa settimana i negoziati sulla normalizzazione delle relazioni, sospesi dal 1992.
Da anni anche la Svizzera è impegnata per il controllo della tregua fra le due Coree. Oggi la Confederazione è presente con cinque esperti, che lavorano nella Commissione delle nazioni neutrali per il controllo della tregua in Corea (NNSC), istituita con l’armistizio firmato nel 1953. I cinque non parteciperanno però al vertice del 12-14 giugno fra le due Coree a Pyongyang.
La NNSC è situata nel villaggio di Panmunjom, nella zona smilitarizzata lungo la linea di confine lungo del 38º parallelo. In mezzo secolo si sono avvicendati quasi 800 esperti svizzeri. Il loro numero è passato da un centinaio agli attuali cinque.
Il ruolo della Commissione, che lavora su mandato delle Nazioni Unite, appare oggi più simbolico che effettivo. Inizialmente doveva controllare le importazioni d’armi; ma attualmente la sua missione è di mantenere un canale di comunicazione fra Pyongyang e Seul.
swissinfo e agenzie
foto: membri del partito della gioventù progressista manifestano vicino al palazzo presidenziale, a Seul, per esigere la liberazione di tutti i prigionieri politici, prima del vertice di giugno fra le due Coree.
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