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Uno svizzero alla corte del re

L'imperatore Menelik nel 1896. Völkerkundemusuem Zürich

Il turgoviese Alfred Ilg è stato sicuramente uno degli emigrati più illustri della svizzera.

Il museo etnografico di Zurigo racconta la sua vita al fianco dell’imperatore d’Etiopia Menelik, un’avventura durata quasi trent’anni.

La storia ha inizio nel 1879, quando l’allora 25enne Alfred Ilg lascia la madre patria per lavorare come ingegnere presso la corte del re Menelik. Pochi anni dopo, il giovane svizzero diventerà uno dei personaggi più influenti d’Etiopia.

Per modernizzare il suo paese, il re ed imperatore etiope si era affidato ad artigiani, tecnici e consiglieri militari provenienti dall’Europa e dall’India. La nuova capitale doveva infatti disporre di nuove infrastrutture per garantire i trasporti e la distribuzione di acqua.

L’opportunità affascina subito il giovane di Frauenfeld. Dopo i suoi studi al Politecnico di Zurigo, Ilg decide di mettersi in viaggio per l’Africa. Ci vorranno otto mesi per raggiungere l’Etiopia, dove trascorrerà 27 anni della sua vita.

La società etiope in immagine

Ilg partecipa alla costruzione della neo fondata Addis Abeba – “Nuovo fiore” in lingua locale – progettando ponti e strade, nonché il primo acquedotto del palazzo imperiale. Il giovane ingegnere civile procede inoltre all’installazione di nuovi macchinari, di una fabbrica di munizioni ed introduce l’utilizzo di nuove armi.

Nel corso della sua permanenza, Ilg scatta circa un migliaio di fotografie, per documentare luoghi e personaggi che caratterizzano la sua esperienza etiope. Le più significative sono oggi presentate al Museo etnografico di Zurigo.

L’esposizione “Lusso e sfarzo alla corte di Menelik” tenta di illustrare la vita del ceto elevato della società etiope dell’epoca. Una società impregnata di tradizioni, ma allo stesso tempo spinta da una forte volontà di modernizzazione.

Si può così osservare la famiglia reale nel lusso delle sue stanze arredate all’occidentale, immagini della costruzione della ferrovia, di balletti o ancora le scene al mercato.

Le fotografie sono accompagnate da gioielli, armi, insegne religiose e laiche, tutti oggetti raccolti da Ilg durante il suo soggiorno.

Consigliere del re

Ancor più notevole della sua carriera d’ingegnere, è la promozione di Ilg a consigliere politico dell’imperatore.

Il nuovo braccio destro di corte conosceva alla perfezione la lingua amarica, parlata e scritta, ed aveva ripetutamente dimostrato la sua lealtà verso l’imperatore durante tutti gli anni dell’intensa collaborazione.

In un’epoca dove il colonialismo era di stampo piuttosto aggressivo, la situazione di Alfred Ilg era alquanto vantaggiosa. Egli proveniva infatti da un paese neutrale e non coloniale. Non tardò così a guadagnarsi la fiducia dell’imperatore. “Gli ho voluto bene come se fosse un padre”, ha dichiarato Ilg parlando del re etiope.

Siccome l’Etiopia era l’unico stato africano ad essere rimasto indipendente, Menelik si sentiva minacciato dall’ondata colonizzatrice proveniente dall’Europa, in particolare da Francia, Italia e Gran Bretagna.

È stato proprio Ilg, a richiamare l’attenzione di Menelik sul significato del patto commerciale e di alleanza del 1889 con l’Italia. La versione italiana, contrariamente a quella amarica, prevedeva infatti di trasformare l’Etiopia in un protettorato di Roma.

Il fatto suscitò un forte clamore e poco più tardi scoppiò la guerra. “Ho sottovalutato le aspirazioni imperialistiche europee”, scriverà in seguito Ilg in una lettera.

Dalla Svizzera la prima locomotiva

Nella battaglia memorabile di Adua, l’esercito etiope costringe gli italiani alla fuga, ciò che provoca grande scalpore in Europa. Era la prima volta che un paese africano sconfiggeva una grande potenza europea.

Per l’anticolonialista Alfred Ilg, questa vittoria rappresenta una doppia soddisfazione. Da una parte l’indipendenza dell’Etiopia era salva e dall’altra cominciarono a giungere i preziosi investimenti dall’Europa. Il progetto dell’ingegnere svizzero di costruire una ferrovia era così realizzabile.

Il collegamento tra la capitale Addis Abeba sull’altopiano e la città costiera di Gibuti doveva costituire un’importante via commerciale. L’ultimo tratto della ferrovia è terminato nel 1902 e la prima locomotiva a viaggiare sui nuovi binari è fabbricata da una ditta di Winterthur.

Braccio destro del re

Adolf Ilg è al culmine della sua carriera. Collabora alla stesura del trattato di pace tra Etiopia ed Italia, accoglie gli inviati europei alla corte dell’imperatore e fa da interprete durante le udienze.

Nel 1897, è ufficialmente nominato “consigliere di massimo rango” e riceve la più alta onorificenza del paese, la Stella di Etiopia.

La medaglia però, è il caso di dirlo, ha un’altra faccia. Intrighi e cospirazioni sono montati contro di lui. La situazione si aggrava ulteriormente nel 1906, quando il re Menelik si ammala gravemente.

Igl è sempre più in difficoltà. All’ingegnere elvetico non resta che ritornare in Svizzera, dove vivrà a Zurigo con la moglie ed i suoi quattro figli fino al 1916.

La sua tomba al cimitero Enzenbühl di Zurigo ricorda il brillante ingegnere come “il primo ministro di stato dell’Etiopia”.

Il film di Christoph Kühn “Il bianco abissino” è senza dubbio la testimonianza biografica più importante dell’esposizione del Museo d’etnografia zurighese. Una mostra che da così un’immagine ricca di sfaccettature, di questo svizzero fuori dal comune.

swissinfo, Katrin Holenstein
(traduzione dal tedesco: Luigi Jorio)

Alfred Ilg (1854-1916) è vissuto dal 1879 al 1906 in Etiopia, dopo aver risposto alla chiamata del re Menelik che invitava artigiani e tecnici stranieri alla sua corte.

L’imperatore di Etiopia, un modernista, è ricordato come il fondatore della città di Addis Abeba e l’unificatore del regno.

Alfred Ilg ha progettato il collegamento ferroviario tra la capitale etiope e Gibuti.

In quanto cittadino di un paese neutrale, Ilg è stato nominato consigliere di politica estera dell’imperatore.

Per il 150esimo anniversario dalla nascita di Ilg, l’esposizione “Lusso e sfarzo alla corte di Menelik” al Museo etnografico di Zurigo presenta una serie di fotografie e di oggetti collezionati dall’ingegnere svizzero.

Un film di Christoph Kühn ripercorre gli aspetti privati e politici del soggiorno africano di Ilg.

L’Etiopia è uno dei paesi più poveri al mondo
Occupa una superficie di 1,1 milioni km quadrati, pari a 27 volte la Svizzera
66 milioni di abitanti
Circa la metà è di religione mussulmana sunnita, il 40% è cristiana ortodossa

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