Vicenda Polanski tra fatti e commenti
Il Tribunale penale federale ha confermato martedì che Roman Polanski ha inoltrato un ricorso contro il mandato d'arresto a scopo di estradizione dell'Ufficio federale di giustizia. Nel contempo, sulla questione si moltiplicano i pareri.
Una decisione in merito verrà presa nelle prossime settimane, ha precisato il tribunale, aggiungendo che non verrà fornita alcuna altra informazione sulla procedura pendente. Uno dei legali francesi del cineasta ha annunciato che chiederà il rilascio, eventualmente con obbligo di dimora, sperando che la pratica sia evasa in tempi brevi.
Dal canto suo, la ministra degli esteri elvetica Micheline Calmy-Rey ha dichiarato che nelle circostanze dell’arresto del regista Roman Polanski si è proceduto con poco tatto, approfittando di un invito per procedere alla cattura. Ciononostante, la consigliera federale ha sottolineato che la Confederazione non aveva altra scelta: gli Stati Uniti hanno presentato una richiesta di estradizione e la Svizzera rispetta gli accordi di collaborazione.
Il Dipartimento federale degli affari esteri non era stato preventivamente informato, ha aggiunto Calmy-Rey. Competente per l’arresto è infatti il Dipartimento federale di giustizia e polizia.
Nella sua edizione di martedì, il quotidiano statunitense Los Angeles Times ha affermato che gli avvocati di Roman Polanski hanno de facto provocato il suo fermo, asserendo lo scorso luglio davanti alla Corte superiore di Los Angeles che la pubblica accusa – in 30 anni – non aveva mai tentato di farlo arrestare.
Secondo il quotidiano statunitense, la procura è stata punta nel vivo e ha subito cercato un’occasione per riscattarsi, contattando la Svizzera che ha firmato un trattato di estradizione con gli Stati Uniti.
swissinfo.ch e agenzie
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