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Votazioni anche in 15 cantoni. A Emmen, occhio alle naturalizzazioni

I candidati al passaporto svizzero a Emmen sono costretti a presentarsi ai votanti swissinfo.ch

In concomitanza con la votazione federale del week-end, gli elettori di 15 cantoni sono chiamati ad esprimersi su un totale di 29 oggetti a carattere regionale. I cittadini di Emmen, accusati l'anno scorso di razzismo per avere rifiutato il passaporto svizzero a 48 persone originarie dei Balcani, votano su un altro pacchetto di naturalizzazioni.

Nel canton Zurigo si vota sulla privatizzazione della Società elettrica cantonale (EKZ), in vista del suo passaggio in Axpo, la holding che con la partecipazione di altri sei cantoni della Svizzera orientale si appresta a diventare il maggior fornitore di corrente della Svizzera. Il governo zurighese e la maggioranza del parlamento sono dell’idea che la privatizzazione sia un passo indispensabile per far fronte alla liberalizzazione del mercato dell’elettricità. L’opposizione di sinistra teme per contro uno smantellamento del servizio pubblico a detrimento delle regioni periferiche.

La trasformazione in società anonima della società elettrica cantonale è uno dei temi in votazione anche a Friburgo.

A Zugo si vota per la terza volta in dieci anni sul passaggio al sistema maggioritario per l’elezione di consiglieri di Stato, municipali e giudici. Il tema è stato riproposto lo scorso anno con una revisione costituzionale approvato di misura dal parlamento. In caso di successo, il sistema elettorale proporzionale per l’elezione dell’esecutivo cantonale diventerebbe un unicum tutto ticinese.

Nei Grigioni gli elettori dovranno decidere su una revisione parziale della legge sull’esercizio dei diritti politici che prevede tra l’altro l’introduzione del «rumantsch grischun» quale lingua ufficiale per il materiale di voto cantonale e i testi di legge. La proposta è stata approvata all’unanimità dal Gran consiglio retico, ma un comitato d’opposizione sostiene che il ricorso all’idioma unitario, considerato una «lingua artificiale», minaccia i cinque idiomi romanci parlati nei Grigioni. Agli elettori grigionesi saranno sottoposte anche una nuova legge sull’organizzazione del sistema psichiatrico e una legge sulla protezione dei dati.

La soluzione di lacune giuridiche nel campo della protezione dei dati è anche la novità principale di una revisione della legge sull’organizzazione comunale in votazione nel canton Svitto, dove ci si esprimerà pure su una nuova perequazione finanziaria volta a ridurre le disparità fra distretti e comuni.

Nel canton Turgovia si deciderà sull’abolizione dello status di funzionario: il principio è generalmente accettato, ma radicali e Verdi contestano il fatto che le assunzioni saranno regolate in futuro dal governo e non da un’apposita legge cantonale.

A San Gallo si vota su una nuova Costituzione cantonale che dovrebbe entrare in vigore l’anno prossimo, in concomitanza con il 200esimo anniversario dell’adesione del cantone alla Confederazione. Principale elemento di contestazione è la soppressione degli attuali 14 distretti e l’introduzione di 8 nuovi circondari elettorali.

Gli obwaldesi decideranno sulla riduzione da sette a cinque del numero dei consiglieri di Stato. Un’analoga proposta era già respinta in votazione nel 1991.

Nel canton Argovia si vota su una nuova legge sull’aiuto sociale che ha trovato l’opposizione dell’UDC e di altri esponenti di partiti borghesi, scontenti del previsto aumento dei costi a carico dello Stato.

Sette i temi in votazione a Basilea-Campagna: fra questi una revisione della legge sull’organizzazione giudiziaria e una riduzione delle tasse di naturalizzazione voluta in occasione del 500esimo dell’entrata del cantone nella Confederazione.

Gli elettori vodesi dovranno decidere su un’iniziativa del Partito Operaio Popolare (POP) che chiede di parificare le aliquote fiscali di tutti i comuni. Altro oggetto vodese controverso: il trasferimento della scuola di farmacia da Losanna a Ginevra.

A Neuchâtel si vota su due proposte di legge combattute da referendum: una chiede l’allargamento delle strutture d’accoglienza per l’infanzia e l’altra l’estensione a due anni della durata della scuola materna.

Dal canto loro, i cittadini di Emmen, nel cantone di Lucerna, si pronunciano su tredici richieste di naturalizzazione riguardanti in totale 22 persone. Il risultato dirà se la cittadina può sbarazzarsi dell’immagine negativa che si era creata lo scorso anno. Il 12 marzo 2000 gli elettori avevano infatti rifiutato il passaporto svizzero a 48 persone originarie dei Balcani, accordandolo solo a otto candidati italiani. Secondo le autorità, il risultato dello scrutinio era un segnale di scontento per l’aumento della percentuale di stranieri, passata da 18 a 27 % in dieci anni.

La vicenda delle naturalizzazioni rifiutate non si è ancora completamente chiusa. Lo scorso marzo il Tribunale federale ha deciso che il Consiglio di Stato lucernese dovrà esaminare il ricorso dei candidati respinti. Una commissione del Consiglio nazionale inoltre prevede di introdurre la possibilità di ricorso contro le decisioni arbitrarie e discriminatorie in materia di naturalizzazioni.


swissinfo e agenzie

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