Voto sui minareti, inizia la campagna
Nelle località in cui i manifesti anti-minareti sono stati vietati, ne appariranno presto altri, con la dicitura «censura»: lo ha comunicato giovedì il comitato di sostegno dell'iniziativa.
Vietare un manifesto ritenuto eccellente dagli stessi avversari dell’iniziativa – e per di più irreprensibile dal profilo giuridico – costituisce di fatto una censura, ha dichiarato a Berna il consigliere nazionale Ulrich Schlüer (Unione democratica di centro), annunciando l’inizio della campagna in vista della votazione del prossimo 29 novembre.
Inoltre, ha aggiunto, impedire la libera espressione delle opinioni nell’ambito di una campagna pre-votazione ha connotazioni gravemente totalitarie. I manifesti con la scritta «censura» saranno affissi negli spazi pubblici mentre quelli tradizionali – raffiguranti i minareti e il burqa – negli spazi privati, ha precisato Schlüer.
Anche il suo collega di partito Walter Wobmann ha denunciato «l’arbitrarietà» del divieto, rallegrandosi tuttavia del fatto che la campagna di votazione abbia usufruito di una precoce e non programmata notorietà. Wobmann ha poi ribadito che i minareti, in quanto simboli del potere politico-religioso, non possono trovare spazio in Svizzera.
swissinfo.ch e agenzie
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