2004: la destra alla prova del potere
Le elezioni del 2003 hanno visto trionfare la destra più dura dell’Unione democratica di centro. Le nuove posizioni in parlamento hanno issato Christoph Blocher in governo.
Il 2004 metterà alla prova l’uomo politico e il partito che hanno costruito il loro successo sulla carta dell’opposizione.
«A livello politico, il 2004 è stato l’anno dell’Unione democratica di centro», afferma Marie-Hélène Miauton, direttrice dell’istituto demoscopico MIS Trend di Losanna.
Il 19 ottobre ha conquistato 63 seggi su 200 in Consiglio nazionale e il 10 dicembre ha raddoppiato la sua presenza in governo. Insomma: il partito agrario di un tempo è ormai cresciuto e vince grazie ad un profilo che non corrisponde più al nome che porta.
«Si raccolgono i frutti di un lavoro costante: dal 1992 siamo passati dal quarto al primo posto fra i partiti elvetici», spiega Jean-Blaise Defago, ex-segretario del partito.
Un impegno che, fatto raro in Europa, ha permesso ad una forza politica di crescere con argomenti d’opposizione, pur sedendo da sempre in governo. Questa l’analisi del politologo Oscar Mazzoleni, autore di un saggio sul tema.
Trionfo della destra
La Svizzera entra in una nuova era, quella che segue il tramonto della «formula magica», durata 44 anni. Con questo termine si indicava la distribuzione secondo la forza elettorale del 1959 dei sette seggi del governo fra i quattro maggiori partiti.
Per il deputato socialista Andreas Gross si tratta di un taglio importante: «Il governo è chiaramente dominato dalla destra con uno, se non due partiti che si ritrovano in minoranza nell’esecutivo. C’è una discrepanza fra la realtà del paese e del popolo e il Consiglio federale».
Per Andreas gross siamo all’alba di un nuovo sistema ancora sconosciuto. Per lo storico Hans-Ulrich Jost è piuttosto la fine di un processo: «È il successo della rimessa in causa del ruolo dello Stato assistenziale, iniziata negli anni Settanta».
A destra invece il radicale Yves Christen ritiene invece che non è il sistema ad essere cambiato, ma la ripartizione delle forze. L’UDC non ha fatto che togliere un seggio ai democristiani in calo di consensi.
L’anno di Christoph Blocher
Ma per Yves Christen, «il 2003 è soprattutto l’anno di Christoph Blocher stesso che è riuscito a cambiare il volto del suo partito, scavalcando i moderati».
L’Unione democratica di centro è comunque ancora lontana dall’essere omogenea. Il «tribuno di Zurigo» Blocher non ha infatti esitato a definire il suo collega di partito e ministro della difesa Samuel Schmied un «mezzo Consigliere federale».
Negli ultimi anni l’UDC ha rincorso un successo dopo l’altro nei cantoni grazie alla linea forte, ma a livello di esecutivo sono soprattutto i moderati ad essere presenti. Questo ha facilitato fin ora il profilo d’opposizione.
Yves Christen fa il punto: «il 2004 sarà l’anno del successo, della sconfitta o della stagnazione; è l’anno della verità per Blocher e il contraccolpo potrebbe essere terribile».
Jean-Blaise Defago sa che sarà necessario «assumersi le responsabilità, perché sarà necessario collaborare con gli altri partiti, soprattutto borghesi. In caso di cattivi risultati c’è il rischio di perdere le elezioni del 2007».
L’ora della verità
Come al momento dell’entrata della socialdemocrazia in governo, nel 1959, ci vorrà probabilmente del tempo per trovare un nuovo equilibrio, in governo, negli altri partiti e nell’UDC stessa.
Dal primo gennaio, Christoph Blocher, spesso dipinto come «politicamente scorretto», se non altro per aver costruito il suo impero dei voti sul populismo e sulla xenofobia, sarà dunque sottomesso alla collegialità imposta dall’appartenenza al governo.
Rispetterà questo principio, come ha più volte ripetuto? Accetterà i limiti della democrazia e eviterà le uscite classiche della sua politica d’opposizione? Il primo test sarà a gennaio, con la votazione sull’internamento a vita dei criminali. Solo l’UDC sostiene l’iniziativa tanto perentoria.
Come ministro dovrà difendere l’opinione contraria del governo. E lo dovrà fare anche poco più in là con l’iniziativa che vuole ulteriormente limitare il diritto d’asilo.
Quale politica?
Jean-Blaise Defago non nega le difficoltà: «Con il Dipartimento di giustizia e polizia Christoph Blocher eredita numerosi dossier chiave, come Schengen, Dublino o i rifugiati, dove le opinioni divergono».
Christen prevede già «un cambiamento nella relazione fra Blocher e il suo partito. E il suo partito dovrà dimostrare di saper vivere senza di lui». Defago comunque si aspetta «che l’UDC rimarrà combattiva. Ed è giusto così».
D’altra parte, all’indomani della vittoria elettorale, l’UDC ha ricordato il suo programma comperando paginate intere dei giornali nazionali: «depredazione delle casse pubbliche, abuso nell’asilo politico, meno tasse, meno costi della salute, una Svizzera indipendente» sono i termini ricorrenti.
Con il 27% dei voti, l’UDC è il primo partito, ma non il solo. Christoph Blocher è dunque su un filo di rasoio e la Svizzera tiene il fiato.
Swissinfo, Isabelle Eichenberger
(Traduzione: Daniele Papacella)
– L’Unione democratica di centro è nata nel 1919 dalla scissione della parte agraria del partito radicale a Zurigo.
– Nel 1939, con l’arrivo di nuove parti dell’elettorato moderato, si arriva alla creazione del Partito svizzero dei contadini, artigiani e indipendenti.
– Nel 1929 il partito conquista un primo seggio in governo.
– Nel 1971, dall’unione con i «Democratici» di Glarona e Grigioni il Partito si rinomina: nasce la nuova Unione democratica di centro.
– Nel 1992 il partito vince la prima grande battaglia in solitaria: il no popolare allo Spazio economico europeo (SEE). Gli altri partiti spalleggiavano l’avvicinamento all’Europa unita.
– Il 19 ottobre passa da 22% al 27% dei voti e conquista 63 seggi in parlamento.
– Il 10 dicembre Christoph Blocher, l’artefice della nuova linea nazional-conservatrice, entra in governo con il sostegno dei liberali radicali.
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