Accordo sulla progressione a freddo
Le due Camere federali hanno trovato un'intesa per regolare la questione della compensazione della progressione a freddo prima della votazione federale di maggio.
Dopo una notevole confusione, l’accordo permette di chiarire la portata del pacchetto di sgravi fiscali.
Secondo la volontà del Parlamento, la progressione a freddo dei redditi verso tariffe fiscali più alte verrà in pratica compensata seguendo la legge attuale, ossia quando il rincaro accumulato dal 1996 avrà superato il 7%.
La correzione delle tariffe fiscali verso il basso dovrebbe quindi intervenire nell’anno fiscale 2007 e i contribuenti ne potranno approfittare a partire dal 2008.
Il Parlamento ha invece rinunciato ad aumentare le deduzioni fiscali prima dell’eventuale entrata in vigore del pacchetto fiscale sottoposto a votazione federale il prossimo 16 maggio. Uniche eccezioni le deduzioni previste per i figli e per i singoli.
Le misure adottate dalle Camere federali comporteranno minori entrate fiscali per 170 milioni di franchi dal 2008 e per 800 milioni a partire dal 2009.
Voragine finanziaria
La decisione del Parlamento non spegnerà sicuramente le polemiche, ma permette perlomeno di fare chiarezza su un tema che, mai come in questi giorni, ha riscaldato gli animi.
Sancita dalla Costituzione e definita dalla Legge sull’imposta federale diretta, la compensazione della progressione a freddo rappresenta normalmente uno dei meccanismi più banali e burocratici del sistema politico e fiscale svizzero.
E anche questa volta sarebbe probabilmente passata inosservata, se non fosse giunta in un momento in cui la situazione finanziaria della Confederazione e dei Cantoni sta suscitando un dibattito arroventato.
Il prossimo 16 maggio la popolazione svizzera è chiamata a pronunciarsi su un pacchetto di sgravi fiscali per oltre 4 miliardi di franchi in favore delle famiglie, dei proprietari immobiliari e della piazza finanziaria.
A sostenerlo è la maggioranza borghese del Parlamento federale, ossia quei partiti di centro-destra e di destra che esigono ovunque risparmi e sacrifici per risanare le finanze federali.
A combatterlo sono invece gli schieramenti di sinistra e perfino i Cantoni che dovranno assumersi la metà delle perdite fiscali: 11 Cantoni, a maggioranza borghese, hanno lanciato un referendum contro la decisione adottata dalle Camere federali. Una cosa mai vista.
Amnesia collettiva
A inizio marzo, la progressione a freddo assume di colpo un ruolo di primo piano nel dibattito politico svizzero, in seguito ad un articolo della stampa.
Secondo l‘articolo, se approvato, il pacchetto di sgravi introduce una nuova situazione fiscale che impedisce la compensazione della progressione a freddo. I contribuenti non guadagnerebbero quindi nulla con un voto favorevole.
L’Unione democratica di centro (UDC) reagisce immediatamente, accusando la sinistra di utilizzare falsi argomenti per convincere la popolazione a votare contro il pacchetto fiscale.
Una classica autorete. L‘articolo si basava infatti su un documento elaborato dal Dipartimento di giustizia e polizia, diretto dal rappresentante dell‘UDC Christoph Blocher.
L’ipotesi viene in seguito smentita dall’Amministrazione federale delle contribuzioni. Ma la classe politica è ormai in subbuglio e lo stesso governo si ritrova impreparato.
Le ripercussioni della progressione a freddo sul pacchetto fiscale sembrano essere state semplicemente trascurate in questi ultimi anni. L’ex ministro dell’economia ammette che l’argomento è stato dimenticato, il nuovo ministro delle finanze non ricorda.
Procedura accelerata
Le contraddizioni si susseguono e la confusione è totale, come osservano diversi quotidiani.
Alcuni giorni dopo, il Consiglio federale elabora finalmente un messaggio di legge da sottoporre con procedura accelerata al Parlamento, ancora nel corso della sessione primaverile.
In base alla proposta governativa, la compensazione della progressione a freddo deve essere addirittura anticipata in caso di accettazione del pacchetto fiscale, tenendo conto dell’inflazione accumulata fino alla fine del 2004.
I contribuenti potranno quindi approfittare di una riduzione delle tariffe e di un aumento delle deduzioni del 6,5%.
La sinistra insorge, accusando il Consiglio federale di voler cambiare le regole solo per salvare un pacchetto fiscale che non gode di pronostici favorevoli in vista della prossima votazione federale.
Dure critiche vengono espresse anche dai Cantoni: ancora una volta non sono stati consultati.
Isteria di risparmi
La decisione adottata ora dal Parlamento permetterà ad ogni contribuente di calcolare, con calma, il suo carico fiscale per i prossimi anni in relazione alle modifiche proposte in votazione il 16 maggio.
Meno calmo si preannuncia invece lo scontro politico nei prossimi mesi. Le polemiche sorte in questi giorni in merito alla progressione a freddo dimostrano che il braccio di ferro sul risanamento delle finanze federali non risparmia ormai più nessun argomento.
Dopo aver appena approvato l’anno scorso tagli alle spese per oltre 3 miliardi di franchi, nel corso di quest’anno il Parlamento dovrebbe adottare un nuovo doloroso piano di risparmi per altri 2 miliardi.
“La questione dei risparmi sta diventando l’unico contenuto del dibattito politico federale” annota perplessa la stessa Neue Zürcher Zeitung che, generalmente, condivide le posizioni della maggioranza borghese.
A suo avviso, volendo tagliare le spese e nel contempo anche le entrate fiscali, il risanamento delle finanze federali sta assomigliano sempre più ad un “volo cieco”.
swissinfo, Armando Mombelli
Il pacchetto fiscale in votazione il prossimo 16 maggio prevede sgravi per oltre 4 miliardi di franchi.
Nel 2003, il Parlamento ha approvato un programma di risparmi di 3 miliardi di franchi.
Nel corso di quest’anno, il parlamento dovrebbe adottare un nuovo programma di tagli per 2 miliardi di franchi.
Il debito della Confederazione supera 120 miliardi di franchi.
Lo scopo della compensazione della progressione a freddo è di evitare che il carico fiscale dei contribuenti venga aumentato dall’inflazione.
Il rincaro fa infatti continuamente slittare i redditi verso tariffe fiscali più alte.
Quando il tasso d’inflazione cumulato raggiunge il 7% dall’ultima compensazione, il governo svizzero è tenuto automaticamente ad intervenire, riducendo le tariffe fiscali e aumentando le deduzioni accordate ai contribuenti.
L’ultima correzione è stata effettuata alla fine del 1995. Il prossimo adeguamento, previsto normalmente per l’anno fiscale 2007, dovrebbe comportare minori entrate fiscali per 170 milioni di franchi dal 2008 e 800 milioni dal 2009.
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