Anno di stanca per le iniziative popolari
Nel 2001 non è stata depositata alcun'iniziativa popolare. La raccolta delle firme è iniziata per quattro sole proposte di modifica della Costituzione.
Oltretutto le sette iniziative giunte davanti al popolo sono state tutte respinte. La montagna di proposte popolari inoltrate ma non ancora smaltite si è quindi ulteriormente ridotta: era salita da 15 nel 1991 a 31 nel 1999, per poi scendere a 23 nel 2000 e a 16 oggi.
Negli scorsi dodici mesi sono state lanciate le iniziative «per un’assicurazione di base minima con premi di assicurazione malattie accessibili (Iniziativa miniMax LAMal)», proposta dall’Unione democratica federale; «Servizi postali per tutti», del Sindacato della comunicazione; «Utili della banca nazionale per l’AVS, promossa da cerchie rossoverdi; e, infine, «Più giusti assegni per i figli!», della Federazione svizzera dei sindacati cristiani (FSSC).
Dal 1990 in media vengono lanciate annualmente otto iniziative, con punte prima delle elezioni: 19 nel 1998 e 11 nel 1990. Le proposte di modifica costituzionale depositate sono in media cinque all’anno. È raro che non ne vengano inoltrate: oltre al 2001 era successo – le ultime volte – nel 1988 e nel 1968.
Stando ai politologi si assiste ad una certa stanca nella sinistra e nei sindacati, che negli ultimi anni hanno lanciato numerose iniziative tutte respinte in sede popolare (l’ultima accolta in assoluto è quella delle Alpi, nel 1994, con il 52 % di sì).
Non meglio hanno però fatto i radicali: la loro iniziativa per bloccare l’aumento delle tasse è ufficialmente naufragata, ma la raccolta delle firme era già stata interrotta l’anno precedente. Sono state ritirate anche le iniziative sui medicinali dell’Associazione farmacisti e quella per una libera scelta del medico e dell’ospedale, proposta da un comunità di interessi con lo stesso nome.
7 iniziative spazzate via
Tutte le sette iniziative sottoposte al voto nel 2001 sono state respinte: il 4 marzo la scure popolare si è abbattuta su «Sì all’Europa!», nonché sulle iniziative «per farmaci a prezzi più bassi» e «per una maggior sicurezza stradale grazie alla velocità massima dei 30 km/h nelle località (Strade per tutti)», spazzate via con percentuali di no fra il 69 e l’80 %.
Anche il 2 dicembre non è stato un buon giorno per gli iniziativisti, che si sono visti affossare (66-78 % di no) le proposte «Tassare l’energia e non il lavoro!», «per una Svizzera senza esercito», «per un servizio civile volontario per la pace» e «per un’imposta sugli utili da capitale».
13 iniziative pendenti
Presso Consiglio federale e parlamento sono pendenti 13 iniziative. Altre tre sono pronte per il voto: si tratta dell’adesione all’ONU e della riduzione del tempo di lavoro (in votazione il 3 marzo), nonché dell’iniziativa antiabortista «per madre e bambino».
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.