The Swiss voice in the world since 1935
In primo piano
Democrazia diretta in Svizzera

Berlusconi presidente del consiglio o del consiglio d’amministrazione di Italia S.A.?

Tutta la stampa svizzera si interroga sulle ripercussioni della vittoria di Silvio Berlusconi in Italia swissinfo.ch

È questo l'interrogativo di fondo dell'editoriale del quotidiano svizzero francese "Le Temps", che come tutta la stampa elvetica si sofferma martedì, spesso molto perplessa, sul risultato delle elezioni italiane di domenica.

Le elezioni italiane, “un po’ meno caotiche di quelle americane”, hanno dunque offerto il potere a Berlusconi, “che propone la ricetta del rilancio dell’economia e la creazione di posti di lavoro tramite la diminuzione della pressione fiscale.” Una ricetta già messa in atto con successo dallo spagnolo Aznar e dal britannico Blair. Per “Le Temps”, non è però sicuro che questa ricetta si possa applicare a Roma e Berlusconi potrebbe inoltre farsi riagguantare dalla giustizia.

Per l’altro grande giornale svizzero francese “24 Heures”, a prima vista la scelta sembra sconcertante e preoccupante. Gli italiani hanno infatti scelto un populista che predica il liberalismo completo, ma che d’altra parte controlla il potere politico, economico e mediatico. Berlusconi è comunque riuscito a costituire un’alleanza coerente a destra e la scommessa sembra possibile, tanto più che Bossi è stato messo alle corde. Spetta ora alla sinistra dimostrare che la coalizione dell’Ulivo può reggere anche in futuro, in vista di un’alternanza democratica, e questa sembra un’impresa più difficile.

Per “La Regione Ticino”, il pericolo maggiore per Berlusconi potrebbe venire dalla Lega, perché “il suo indebolimento ne ha aumentato il potenziale di ricatto” e potrebbe minacciare la tenuta e la convergenza di energie all’interno della coalizione, “una volta passata l’euforia della vittoria.”

Il “Corriere del Ticino” rileva che il voto è anche un segnale contro lo statalismo e le beghe di partito, in favore dell’iniziativa privata, del libero mercato e della competitività. Dietro a questo risultato stanno i ceti medi, chiave di volta di ogni società moderna, accompagnati da gran parte del mondo imprenditoriale e produttivo, che puntano su un nuovo esperimento. “Ora dovranno più che mai parlare i fatti”, ammonisce il quotidiano ticinese.

Per il “Tages Anzeiger” di Zurigo, non si può dire che gli italiani abbiano votato senza sapere chi fosse Berlusconi, perché nessun politico prima di lui aveva voluto esporsi tanto alla luce dei riflettori. E i media stranieri avevano provveduto a ricordare certi affari che lui aveva preferito tacere. Votando Berlusconi, una parte degli italiani hanno voluto punire la coalizione di centro-sinistra. Una reazione di questo tipo è comprensibile, ma, date le conseguenze fatali e prevedibili, dimostra poca maturità democratica.

Bisogna ora punire l’Italia? Andiamoci piano, ammonisce il “Tages Anzeiger”. Coalizioni più omogenee e politicamente solide sono cadute dopo poco tempo. La tradizionale instabilità politica italiana potrebbe questa volta addirittura servire il paese.

La “Basler Zeitung” sottolinea l’importanza delle disposizioni sottoscritte dai Quindici a Nizza, dopo il caso austriaco. L’Italia potrà beneficiare di un periodo di osservazione, ma per l’editorialista ancor più pericoloso del razzismo della Lega di Bossi e del neofascismo di Fini è la stessa Forza Italia di Berlusconi. Un movimento dove si annidano economisti “thatcheriani puri e duri”, che con la loro politica economica potrebbero portare l’Italia fuori dal patto di stabilità dell’Ue.

Niente di sorprendente nel risultato italiano per la “Neue Zürcher Zeitung”. Berlusconi dovrà ora però fornire soluzioni concrete e credibili per risolvere il conflitto d’interessi. Per quanto riguarda il contratto sottoscritto tanto enfaticamente in televisione dal cavaliere con gli italiani, finora nessuno sa come si potranno aumentare le pensioni, diminuire le tasse e trovare i soldi per le gigantesche infrastrutture promesse, senza indebitare ulteriormente lo Stato. Per quanto riguarda l’Europa, dopo l’esperienza austriaca, i 15 non vorranno più scottarsi le dita, ma la NZZ ritiene che l’Ue dovrà mantenere sotto stretta sorveglianza il futuro governo Berlusconi.

Per il “Bund” di Berna, gli italiani hanno eletto un uomo dal passato equivoco, dalle amicizie ambigue e con un senso della democrazia problematico. L’Europa ha ora buone ragione di essere scettica nei suoi confronti. Nessun politico è giunto al potere con tanti interessi privati e con tanti conflitti in sospeso con la giustizia. Berlusconi potrebbe comunque presto entrare in collisione con l’Ue a causa della sua promessa di aumentare le pensioni e diminuire le tasse. Questo costituisce un pericolo per il bilancio, che potrebbe far vacillare il patto di stabilità e indebolire l’euro.

Mariano Masserini

Articoli più popolari

I più discussi

In conformità con gli standard di JTI

Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative

Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.

Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR

SWI swissinfo.ch - succursale della Società svizzera di radiotelevisione SRG SSR