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Bilaterali alle calende greche col rinvio del Senato francese

L'entrata in vigore degli accordi bilaterali, inizialmente prevista per l'inizio dell'anno in corso, si dilata ulteriormente nel primo semestre del prossimo anno Keystone

Il Senato francese ha rinviato a metà ottobre l'approvazione degli accordi bilaterali fra la Svizzera e l'Unione europea (Ue), all'ordine del giorno della seduta di giovedì. A Berna si ammette che l'entrata in vigore degli accordi il primo gennaio 2002 è ormai compromessa.

Le autorità francesi hanno attribuito il ritardo ad un «contrattempo», senza fornire maggiori precisazioni, ma hanno assicurato che il testo sarà votato, come previsto, in autunno. L’Assemblea Nazionale sarà quindi la prima camera ad esaminare gli accordi a fine settembre ed il Senato seguirà in ottobre, hanno precisato fonti diplomatiche francesi.

La Francia è uno dei sei Paesi che non hanno ancora ratificato gli accordi assieme a Germania, Belgio, Finlandia, Olanda ed Irlanda. «La Svizzera avrebbe evidentemente auspicato un ritmo più sostenuto», ha ammesso il portavoce dell’Ufficio dell’integrazione José Bessard. L’entrata in vigore degli accordi all’inizio dell’anno prossimo sembra ormai poco probabile. «Pare più verosimile che ciò avverrà nel corso del primo semestre 2002», prevede Bessard.

In un primo tempo l’entrata in vigore era prevista per il primo gennaio 2001. Poi si era parlato del 1. luglio. Queste previsioni erano troppo ottimistiche, ammette Bessard. Il portavoce assicura che le autorità francesi non hanno mai manifestato ufficialmente una opposizione di natura politica verso gli accordi.

swissinfo e agenzie

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