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Democrazia diretta in Svizzera

Comunali in Ticino: elezioni senza botto

Il Municipio della nuova Lugano resta saldamente in mano ai radicali Keystone

Tengono i radicali e i popolari democratici, avanzano i socialisti, la Lega perde ma non scompare.

Le elezioni dei municipi in Ticino non hanno sconvolto il panorama politico del cantone. Bassa l’affluenza alle urne.

Due questioni suscitavano particolare interesse alla vigilia delle elezioni comunali in Ticino: la composizione partitica del municipio di Lugano dopo la fusione di 9 comuni nella “nuova Lugano” e la tenuta della Lega dei ticinesi.

Con l’elezione domenica del nuovo municipio, la città di Lugano ha ufficializzato la fusione. La terza piazza finanziaria del paese è diventata la nona città della Svizzera, con 52’000 abitanti.

Con la fusione, il numero di seggi del municipio è aumentato da 5 a 7. Ora nell’esecutivo luganese siedono 3 radicali (+1), due socialisti (+1), un popolare democratico e un leghista.

La Lega non scompare

Il seggio della Lega dei ticinesi, occupato dal presidente del movimento Giuliano Bignasca, sembrava in pericolo. Bignasca stesso aveva annunciato il suo ritiro dalla politica se non fosse stato rieletto.

Così non è stato: Bignasca ha conservato il seggio, in tutto il cantone la Lega ha perso quasi quattro punti percentuali rispetto alle elezioni dei municipi nelle comunali del 2000 (dall’8,9% al 5%), ma non è scomparsa ed è anzi entrata in municipio anche a Chiasso.

Predominio radicale

Il Partito liberale radicale (PLR) ha dal canto suo mantenuto saldamente il primato anche nella nuova Lugano, con il 40,28% dei voti, la brillante rielezione del sindaco Giorgio Giudici, architetto della fusione, e la conquista di un seggio, andato a Giovanna Masoni, sorella della Consigliera di Stato Marina.

I radicali non sono però riusciti ad ottenere la maggioranza assoluta. Il secondo seggio in più è stato conquistato dai socialisti, che si impongono come seconda forza nel comune, con il 21% delle preferenze, davanti al Partito popolare democratico (PPD) con il 19,3% e la Lega con il 14,8%.

A livello cantonale gli equilibri politici – se si astrae dall’arretramento della Lega – non sono stati sconvolti dalla tornata elettorale. Il PLR si è confermata prima forza politica, con il 39,7% delle preferenze (39,8% nel 2000), e ha conquistato la poltrona di sindaco in 4 dei 5 centri principali del cantone (Lugano, Locarno, Bellinzona e Chiasso)

Crescita socialista

Il PPD, nonostante il trend negativo a livello federale, ha mantenuto la sua posizione di secondo partito cantonale con il 25,9% dei.voti (26,3% nel 2000) e ha conquistato la poltrona di sindaco a Mendrisio.

In crescita il Partito socialista, che è passato dal 17% nel 2000 al 20,7% nel 2004. Alle elezioni comunali la forza del partito rimane però assai inferiore a quella scaturita dalle urne per l’elezione del Consiglio nazionale nel 2003, dove i socialisti hanno raggiunto il 26,9% dei consensi.

L’Unione democratica di centro non è invece riuscita a importare in Ticino i successi conseguiti nel resto della Svizzera. Pur passando dall’12% del 2000 al 2,4%, il partito continua a rimanere all’ombra della Lega.

Da notare infine che l’affluenza alle urne è diminuita sensibilmente. Se nel 2000 si era recato alle urne il 66,2% dei ticinesi, questa volta l’ha fatto solo il 63,6%.

swissinfo, Andrea Tognina

PLR 39,7% (2000: 39,8%)
PPD 25,9% (2000: 26,3%)
PS 20,7% (2000: 20,7%)
Lega 5 % (2000: 8,9%)
UDC 2,4% (2000: 2,4%)
Altri 6,3% (2000: 6,8%)
I dati si basano sulle sole elezioni dei municipi (e non dei legislativi) e riguardano 105 comuni su 118 in cui si è votato per il municipio

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