Gerold Bührer nuovo presidente del Partito liberale radicale
Come da copione, il consigliere nazionale di Sciaffusa Gerold Bührer è diventato il nuovo presidente del Partito liberale radicale svizzero. L'assemblea dei delegati, riunita da giovedì a Ginevra, lo ha eletto sabato con 184 voti su 193. Bührer succede a Franz Steinegger, che ha guidato il partito per 12 anni.
Nessuna sorpresa all’assemblea dei delegati del Partito liberale radicale svizzero (PLR), svoltasi ieri e oggi a Ginevra: come previsto alla presidenza è stato eletto il consigliere nazionale sciaffusano Gerold Bührer, che subentra a Franz Steinegger, da 12 anni alla guida del partito. Senza storia anche le raccomandazioni di voto per il 10 giugno: sì alle due modifiche della legge militare e sì pure alla sopressione dell’obbligo d’approvazione per l’istituzione di diocesi.
All’insegna del politically correct, l’invito all’assemblea ordinaria andava sul sicuro: per le 9.00 di sabato era prevista l’elezione «della nuova presidente / del nuovo presidente». In realtà la candidatura di Bührer era già stata approvata dalla presidenza in gennaio, era l’unica ed era totalmente incontrastata. Sabato ha raccolto 184 voti su 193: i pochi astenuti hanno voluto solo manifestare scontento per non aver potuto scegliere tra più persone.
Il nuovo eletto si è concentrato finora quasi esclusivamente su temi di politica economica e finanziaria. In diverse interviste pubblicate nelle ultime settimane Bührer si è dichiarato un convinto sostenitore dell’economia di mercato, ma ha anche affermato che la politica deve stabilire linee guida generali.
Nato nel 1948, ha studiato economia. Fino al settembre 2000 era membro della direzione della Georg Fischer AG di Sciaffusa. In seguito si è fatto indipendente per avere più tempo per prepararsi al nuovo incarico.
Oltre il 20 per cento
Nel suo discorso di investitura, il neopresidente ha già fissato il prossimo obiettivo elettorale: nelle elezioni federali del 2003 il PLR deve raccogliere una percentuale di consensi «chiaramente superiore al 20 per cento», ha detto. Nel 1999 la formazione era scesa dal 20,2 al 19,9 per cento.
Il PLR è un partito di governo che si assume le sue responsabilità: ma essere in consiglio federale non vuol dire temperare le proprie posizioni e relativizzare il mandato popolare, ha aggiunto Bührer. Il consigliere nazionale sciaffusano ha insistito poi sull’importanza di una riduzione dell’onere fiscale per rafforzare la piazza economica svizzera e creare nuovi impieghi. Lo ha fatto tra l’altro citando, in inglese, Gordon Brown, cancelliere dello scacchiere (ministro delle finanze) del governo laburista inglese.
Imprenditorialità a lungo termine
La Svizzera deve poter contare anche in futuro sul modello di un economia di mercato sociale, ha aggiunto. Non bisogna puntare sulla massimizzazione del shareholder-value nel corto periodo, bensì su un’imprenditorialità orientata sul lungo periodo. Secondo il politico sciaffusano occorre inoltre garantire il consolidamento delle assicurazioni sociali.
Per quanto riguarda la politica estera, Bührer ha detto che la neutralità non deve trasformarsi in isolamento: quindi sì all’ONU e sì ai soldati svizzeri armati in missione all’estero. A questo proposito il nuovo presidente ha dato una stoccata all’UDC: «Coloro che dicono che gli oggetti sottoposti al popolo il 10 giugno rappresentano un primo passo verso l’adesione alla NATO non rispettano la verità».
Nel suo discorso di investitura, Bührer non ha mancato infine di sottolineare i valori che hanno portato alla fondazione del PLR: responsabilità personale e ruolo sussidiario dello stato.
Raccomandazioni di voto
Che qualcosa sia nel frattempo cambiato dai tempi dei padri fondatori è però venuto alla luce quando l’assemblea è passata alle raccomandazioni di voto per il 10 giugno prossimo: la proposta di modifica della Costituzione federale che mira a stralciare l’articolo sulle diocesi è stata accolta all’unanimità. La disposizione è figlia del Kulturkampf, il conflitto che nella seconda metà dell’Ottocento oppose lo stato alla chiesa cattolica: uno scontro in cui i radicali furono protagonisti.
Pure praticamente all’unanimità i delegati hanno raccomandato di sostenere la nuova legge militare, respingendo quindi i due referendum lanciati contro la rIl nuovo eletto si è concentrato finora quasi esclusivamente su temi di politica economica e finanziaria. In diverse interviste pubblicate nelle ultime settimane Bührer si è dichiarato un convinto sostenitore dell’economia di mercato, ma ha anche affermato che la politica deve stabilire linee guida generali.
Nato nel 1948, ha studiato economia. Fino al settembre 2000 era membro della direzione della Georg Fischer AG di Sciaffusa. In seguito si è fatto indipendente per avere più tempo per prepararsi al nuovo incarico.evisione: quello che si oppone l’impiego all’estero di soldati svizzeri armati e quello che vorrebbe impedire la cooperazione con truppe straniere in materia di istruzione militare.
L’addio di Steinegger e il servizio pubblico
Dopo i lavori preparatori svoltisi giovedì e la conferenza dei presidenti cantonali tenutasi venerdì mattina, l’assemblea dei delegati era ufficialmente iniziata venerdì pomeriggio con il discorso del presidente uscente, il consigliere nazionale urano Franz Steinegger, che prima di partire ha distribuito ancora qualche «colpo» a sinistra (PS) e a destra (UDC). Il PLR aveva poi presentato le sue linee guida sul servizio pubblico, sintetizzate in un documento di discussione che propone la massima liberalizzazione e privatizzazione possibile dei monopoli statali.
swissinfo e agenzie
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