I delegati radicali in congresso a Olten spaccati sull’Europa
Bocciata con 113 voti contro 98 l'iniziativa "Sì all'Europa". Un risultato che potrebbe prefigurare quello della votazione popolare del prossimo 4 marzo, con una spaccatura fra romandi e svizzero tedeschi, fra città e campagne.
Al congresso straordinario di Olten si è manifestato netto il divario fra Romandia e Svizzera tedesca su questa iniziativa che chiede l’apertura immediata di negoziati d’adesione all’Ue. La maggioranza dei delegati ha ritenuto che l’iniziativa rischia di rivelarsi controproducente, perché giunge in un momento inappropriato. Problematica, per i radicali, anche la limitazione della competenza in politica estera per il Consiglio federale che si verificherebbe in caso di approvazione dell’iniziativa.
A nome del governo, anche il ministro dell’economia Pascal Couchepin ha sottolineanto che respingere l’iniziativa non significa un «no» all’Europa e che l’obiettivo strategico del Consiglio Frederale è una adesione fra otto-dieci anni.
Couchepin ha ricordato che una procedura precipitosa di adesione portrebbe comportare il rischio di un «no» popolare ci conseguenza una stagnazione in politica estera, come dopo il rifiuto dello Spazio Economico Europeo (SEE) nel 1992.
A dimostrazione di questa spaccatura, la sezione di Ginevra del PRD ha annunciato sabato poco prima dell’assemblea di Olten di avere deciso di appoggiare l’iniziativa. Anche la sezione del cantone di Vaud ha deciso di non seguire le indicazioni di voto del partito nazionale.
Per quanto riguarda gli altri argomenti in discussione, ovvero asilo, stranieri o criminalità, il presidente Franz Steinegger ha detto che non ci devono essere temi tabù nel Partito liberale radicale.
Steinegger ha esortato i membri del PRD a non lasciarsi sedurre né dal sciovinismo populista di destra né dal populismo sociale della sinistra romanda. Steinegger ha espresso la speranza che il PRD rimanga ancorato al centro destra, adoperandosi per un proseguimento della modernizzazione su base liberale e di economia di mercato, evitando un eccessivo coinvolgimento dello stato.
La globalizzazione genera però anche nuovi rischi, ha aggiunto Steinegger. Il PRD prende quindi assolutamente sul serio i timori legati all’aumento degli stranieri in Svizzera. Non si tratta però- ha precisato – di ricadere nel populismo ostile nei confronti degli immigrati, bensì di erigere le barriere necessarie. In questo contesto è da considerare «problematico» il sostegno dell’UDC all’iniziativa del 18 per cento.
Il presidente radicale non ha risparmiato critiche neppure alla sinistra, colpevole a suo modo di vedere di rifiutare ogni cambiamento e di appoggiarsi troppo allo Stato.
Il PRD si è anche pronunciato per una riforma in profondità del sistema sanitario svizzero per ridurre i costi della salute. In una risoluzione accolta all’unanimità i delegati chiedono maggiore concorrenza e più responsabilità individuale. I radicali si oppongono a un’iniziativa dei socialisti che vogliono il calcolo dei premi per l’assicurazione malattia sulla base del reddito di ciascuna persona.
In margine al congresso di Olten, la successione di Steinegger alla guida del partito, intanto, si è precisata. È ormai praticamente certo che il suo successore sarà uomo, svizzero-tedesco e consigliere nazionale: in lizza ci sono infatti ancora i deputati alla Camera del popolo Gerold Bührer (SH), dato favorito, Peter Kofmel (SO) e Georges Theiler (LU). La designazione è attesa entro due settimane. Steinegger comunicherà allora ufficialmente le proprie dimissioni.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.