Il governo svizzero non si fa mettere la museruola
Il governo vuole continuare ad esprimere in modo differenziato la sua posizione sui temi in votazione popolare.
Anche in futuro parteciperà alle campagne di voto e non si asterrà dall’indicare quali cambiamenti il parlamento ha introdotto nei progetti in votazione.
Secondo il presidente della Confederazione Joseph Deiss, «sarebbe illogico che il governo s’impegni di fronte ai partiti e alle Camere durante tutto il processo legislativo, per poi svanire alla vigilia della votazione».
Il Consiglio federale ha così reagito mercoledì alla richiesta, formulata in particolare dall’Unione democratica di centro (UDC), di limitare il suo intervento prima di un appuntamento alle urne ad una semplice informazione.
La polemica è scoppiata in seguito alle esternazioni dei consiglieri federali su due dei temi in votazione lo scorso fine settimana.
La discrezione della collegialità
Nella prassi elvetica, il governo è un organo collegiale. I consiglieri federali sono tenuti a rappresentare solo la posizione della maggioranza del governo e non la propria opinione personale.
In compenso, i singoli membri del governo non possono essere ritenuti responsabili delle sconfitte alle urne. Solo in casi rarissimi un consigliere ha dato le dimissioni dopo un voto popolare negativo.
È il caso del socialista Max Weber, ritiratosi nel 1954 dopo che il popolo aveva respinto il suo progetto di riforma delle finanze federali.
Segreti di Pulcinella
I risultati delle votazioni all’interno del Consiglio federale non sono pubblici né verbalizzati. In teoria, sulle posizioni dei singoli consiglieri federali si possono solo fare delle supposizioni.
La realtà è però ben diversa. La crescente personalizzazione della politica, un fenomeno che non ha risparmiato neppure la Svizzera, costringe anche i consiglieri federali ad avere posizioni più profilate.
“In passato il governo rimaneva piuttosto discreto”, osserva Georg Lutz, politologo all’università di Berna. “Negli ultimi dieci anni ha cominciato a prendere posizione in maniera sempre più netta”.
Così prima della votazione dell’8 febbraio era un segreto di Pulcinella che il ministro dei trasporti Moritz Leuenberger non fosse d’accordo con l’opzione di un secondo tunnel autostradale del Gottardo, prevista dal controprogetto all’iniziativa Avanti.
E tutti sapevano che il ministro della giustizia Christoph Blocher simpatizzava per l’iniziativa che chiedeva l’internamento a vita dei criminali pericolosi, nonostante il parere contrario del governo.
Tra parlamento e governo
Il controprogetto all’iniziativa Avanti era però stato rimaneggiato pesantemente dal parlamento rispetto alla proposta originaria del governo. Il raddoppio del Gottardo era entrato nel pacchetto solo dopo la discussione alle camere.
Joseph Deiss ha perciò difeso mercoledì a Berna la possibilità per il Consiglio federale di mettere in chiaro quali parti di una proposta sono state modificate dal parlamento.
E il governo vuole anche continuare a far uso di tutte le forme di comunicazione, compresi i mass media. Le campagne sostenute direttamente dal governo rimarranno però un’eccezione.
Del resto, rileva ancora Georg Lutz, “parlamento e popolo vogliono che il governo abbia una funzione di guida. PercIò non può sottrarsi a prese di posizione chiare”.
swissinfo e agenzie
Il governo della Svizzera è costituito dai sette membri del Consiglio federale, eletti per un quadriennio dall’Assemblea federale (le due camere riunite).
Il Consiglio federale è un organo collegiale. Le decisioni prese dalla maggioranza sono vincolanti per tutti i membri. Un consigliere federale non può esprimere la sua posizione personale su questa contraddice quella della maggioranza.
Il presidente della Confederazione è eletto solo per un anno ed è “primus inter pares”, ossia primo fra pari. Dirige le sedute del Consiglio federale e assume particolari funzioni di rappresentanza.
Nel 2004 questa carica è ricoperta da Joseph Deiss.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.