Il servizio civile volontario superfluo per il Nazionale
Per il parlamento, l'istituzione di un servizio civile volontario per la pace è superfluo. Dopo gli Stati, anche il Consiglio nazionale, con 99 voti contro 64, ha respinto martedì l'iniziativa popolare «per un servizio civile volontario per la pace» del Gruppo per una Svizzera senza esercito, ritenendola confusa. La sinistra ha invece sostenuto il testo.
La Svizzera è già attiva in modo adeguato sul fronte della promozione della pace e dispone di un servizio civile. A nome della commissione, Jean-Claude Vaudroz (PPD/GE) ha ricordato che la ripartizione e il coordinamento tra missioni di politica estera e operazioni di competenza dell’esercito sono coerenti.
Per contro, il contenuto dell’iniziativa popolare in questione è vago, per non dire contradditorio, ha sottolineato Edi Engelberger (PLR/NW). Il testo propone di istituire un servizio per far fronte a situazioni di violenza in Svizzera e all’estero. I volontari, uomini o donne, beneficerebbero di una formazione gratuita da parte dello Stato. Lo schieramento borghese ha ammonito che potrebbero affiorare problemi di coordinamento e doppioni, con spese inutili.
Anti-militarismo
Inoltre – ha sottolineato Karl Tschuppert (PLR/LU) – la Confederazione non avrebbe il controllo sul lavoro effettuato per conto di diverse istituzioni. Numerosi oratori borghesi hanno inoltre evocato l’anti-militarismo degli iniziativisti. È un ulteriore testo contro il militare del Gruppo per una Svizzera senza esercito (GSsE), ha osservato Robert Keller (UDC/ZH).
Dal campo sbagliato
È sempre la stessa cosa: se una buona proposta giunge dal «campo sbagliato» non ci si dà nemmeno la pena di discuterla, ha replicato Franco Cavalli (PS/TI). A suo modo di vedere, il «no di solidarietà» pronunciato il 10 giugno scorso nella Svizzera latina contro l’armamento dei soldati in missione di pace all’estero è in realtà un «sì» all’iniziativa del GSsE.
Gli impegni svizzeri per promuovere la pace restano marginali, rispetto in particolare ai 4,3 miliardi di franchi previsti dal bilancio militare a partire dal 2003, ha aggiunto Valérie Garbani(PS/NE). lo scopo dell’iniziativa – ha aggiunto Stéphane Rossini (PS/VS) – non è di abolire l’esercito, ma di proporre una politica di pace che non gli sia vincolata.
Niente controprogetto
Secondo Andreas Gross (PS/ZH) decine di migliaia di giovani sono pronti a impegnarsi. «Stiamo sciupando una possibilità enorme», ha esclamato. Il postulato adottato tacitamente, che chiede al governo un rapporto particolareggiato su questa tematica, non basta. Secondo Gross occorre un controprogetto.
Un parere, questo, non condiviso dal ministro della difesa Samuel Schmid. Egli ha ricordato che in materia già esiste tutta una serie di strumenti e di istituzioni. Schmid ha citato in quest’ambito il pool di un centinaio di esperti per la promozione civile della pace a Ginevra. Inoltre, la revisione in atto della legge sul servizio civile permetterà migliorie, ha aggiunto Samuel Schmid.
swissinfo e agenzie
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.