Imposte e assicurazioni sociali in votazione
Tagli fiscali, un aumento dell’IVA in favore delle assicurazioni sociali e il futuro stesso delle pensioni sono gli oggetti sottoposti il 16 maggio al verdetto popolare.
Tre temi che toccano da vicino praticamente tutta la popolazione e che hanno sollevato una grande battaglia.
L’Assicurazione per la vecchiaia e i superstiti (AVS) è sottomessa ancora una volta alla prova delle urne.
La popolazione svizzera è infatti chiamata questa fine settimana ad esprimersi su un nuovo progetto di revisione dell’assicurazione statale, l’11esimo da quando venne introdotta mezzo secolo fa.
L’AVS e l’Assicurazione per l’invalidità (AI) riguardano anche il secondo oggetto in votazione. Si tratta in tale ambito di decidere se ritoccare o meno verso l’alto l’aliquota dell’Imposta sul valore aggiunto (IVA), allo scopo di sostenere finanziariamente i due perni della sicurezza sociale in Svizzera.
Il terzo argomento concerne il cosiddetto pacchetto fiscale, ossia una serie di misure destinate essenzialmente ad alleggerire il fardello fiscale delle famiglie, dei proprietari di immobili e della piazza finanziaria.
Scontro sul pacchetto fiscale
Il tema che ha suscitato maggiori dibattiti e polemiche è sicuramente quello dei tagli fiscali.
Una riduzione delle imposte in favore delle famiglie e delle coppie sposate è sostenuta in linea di principio da tutti gli schieramenti politici.
Tra l’altro, anche perché le persone coniugate sono palesemente discriminate dal sistema fiscale svizzero, rispetto ai concubini. Questi ultimi possono dichiarare separatamente i loro redditi e non devono sopportare il peso della progressione delle aliquote fiscali.
Ma, secondo gli oppositori al pacchetto fiscale, i miglioramenti adottati dal Parlamento in favore delle famiglie privilegiano in realtà unicamente coloro che dispongono di un reddito piuttosto alto.
Non meno contestate sono le agevolazioni fiscali adottate in favore dei proprietari immobiliari. La soppressione del valore locativo e le altre disposizioni decise dal Parlamento dovrebbero servire tra l’altro ad accrescere gli stimoli per l’acquisto di un proprio alloggio.
La Svizzera rimane infatti un popolo di inquilini: oltre due terzi dei cittadini vivono in affitto. Ma proprio questi ultimi ne uscirebbero ancora maggiormente sfavoriti, dal momento che non possono chiaramente beneficiare degli sgravi fiscali previsti.
Primizia storica
Il pacchetto fiscale è combattuto da due referendum: uno lanciato da un comitato di sinistra e di verdi e l’altro da 11 Cantoni.
Ai Cantoni spetta infatti il compito di assumersi un buona parte del finanziamento delle misure destinate ad alleggerire l’imposizione fiscale.
Per la prima volta nella storia svizzera, i Cantoni si sono quindi ribellati con un referendum al volere del Consiglio federale e delle due camere del Parlamento.
E nella disputa tra autorità centrali e cantonali, il popolo darà probabilmente ragione ai Cantoni. Secondo gli ultimi sondaggi, il pacchetto fiscale rischia di essere respinto nettamente dai votanti.
Risparmi per l’AVS
Anche l’11esima revisione dell’AVS sembra destinata ad una probabile bocciatura, seppure con uno scarto meno grande. I sondaggi non lasciano molte speranze.
Le nuove disposizioni legali prevedono di introdurre una serie di misure che permetterebbero di far risparmiare 925 milioni di franchi all’AVS.
Una buona metà di questi risparmi dovrebbe provenire dal previsto aumento dell’età di pensionamento delle donne, che sarebbero costrette in futuro ad attendere come gli uomini fino a 65 anni.
Le rendite vedovili, che corrispondono attualmente all’80% di una rendita di vecchiaia, passerebbero invece al 60%.
Il finanziamento del pensionamento flessibile, che il governo voleva inizialmente sostenere in modo generoso, è stato poi notevolmente ridimensionato in fase di elaborazione del testo finale dell’11esima revisione dell’AVS.
Troppo per i sindacati e al sinistra che hanno deciso di imbracciare nuovamente l’arma del referendum per combattere un progetto appoggiato invece dalla maggioranza borghese del Parlamento.
Le risorse dell’IVA
La proposta di aumentare il tasso dell’IVA, per sostenere finanziariamente il futuro dell’AVS e dell’AI, ha suscitato meno opposizioni, ma dovrebbe venir rifiutata a sua volta.
L’imposta, pari attualmente al 7,6%, dovrebbe venir aumentata dello 0,8% a partire dal 2005 per coprire almeno in parte il buco finanziario dell’AI.
Dal 2009 dovrebbe venir ritoccata verso l’alto di un altro 1% per finanziare l’AVS, destinata a sopportare maggiormente il peso dell’invecchiamento della popolazione svizzera.
Contro l’impiego dell’IVA per risanare le assicurazioni sociali si sono espressi i rappresentanti dell’Unione democratica di centro e, almeno in parte, del Partito liberale radicale.
I risultati su swissinfo
Nel corso della giornata di domenica, swissinfo vi propone informazioni continuamente attualizzate sull’esito del voto popolare.
Le prime proiezioni del voto sono attese già a partire dalle 12.30, mentre i risultati definitivi saranno disponibili nel tardo pomeriggio o in serata.
swissinfo, Armando Mombelli
4 miliardi di franchi, le perdite finanziarie previste dal pacchetto fiscale per la Confederazione e i Cantoni.
925 milioni di franchi all’anno, i risparmi per l’AVS proposti dall’11esima revisione.
2,3 miliardi di franchi, le entrate supplementari per l’AI in caso di aumento dell’IVA dal 2005.
2,9 miliardi di franchi, il gettito proveniente dall’IVA in favore dell’AVS a partire dal 2009.
Il 16 maggio il popolo svizzero è chiamato ad esprimersi su tre oggetti di carattere federale.
Il pacchetto fiscale che prevede una serie di misure per alleggerire il fardello delle imposte in favore delle famiglie, dei proprietari di immobili e della piazza finanziaria.
L’11esima revisione dell’AVS che porterebbe tra l’altro un aumento dell’età di pensionamento per le donne.
L’innalzamento dell’aliquota dell’IVA, allo scopo di sostenere finanziariamente il futuro delle assicurazioni sociali in Svizzera.
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