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L’Esercito XXI costerà 4,3 miliardi all’anno

Il minisitro della difesa, Samuel Schmid, ha illustrato alla stampa il budget della riforma Esercito XXI Keystone

Tanto è previsto nel progetto presentato dal Consiglio federale, che ha messo in consultazione il progetto di riforma. Con questo budget, sarebbero anche coperti gli investimenti globali di 29 miliardi per l'acquisto di armamenti, anticipati dalla stampa domenicale.

Il Consiglio federale si è schierato in favore di “Esercito XXI”, ma non ha staccato un assegno in bianco in suo favore, ha dichiarato il ministro della difesa Samuel Schmid. In base al progetto mandato in consultazione mercoledì, l’apparato difensivo elvetico dovrebbe disporre in futuro di un budget annuo di 4,3 miliardi.

Il governo ha così respinto la proposta della commissione delle finanze del Nazionale di limitare le spese a 4 miliardi, una variante che secondo Schmid avrebbe messo a rischio l’autonomia della difesa.

In compenso il Consiglio federale ha rinunciato all’idea di accordare budget globale per il settore militare: il fabbisogno finanziario dovrebbe perciò essere giustificato ogni anno davanti al parlamento.”L’esercito XXI non sarà perciò più caro rispetto a quello attuale”, ha sottolineato il ministro della difesa rivolgendosi indirettamente ai critici delle spese militari, la sinistra ma non solo.

Schmid ha inoltre voluto rassicurare anche gli ambienti nazionalisti: “Non costruiremo un esercito della NATO, ma assicureremo la capacità di cooperare, precisamente allo scopo di garantire la nostra libertà d’agire in piena autonomia”.

E per garantire il livello di autonomia, l’esercito svizzero avrebbe bisogno di rinnovare il proprio armamento, ha detto Schmid. Nei prossimi 15 anni occorrerebbero perciò investimenti per 29 miliardi di franchi, ciò che corrisponderebbe a due miliardi l’anno, vale a dire meno del 50 percento del budget, comunque già previsto, di 4,3 miliardi di franchi. “Un importo che, se paragonato agli anni precedenti, non può assolutamente essere definito ‘esagerato'”, ha osservato il ministro, riferendosi alle rivelazioni fatte dalla stampa domenica scorsa.

A livello organizzativo, la riforma prevede, tra l’altro, una scuola reclute più lunga, 24 settimane rispetto alle attuali 15, consentendo così di adempiere già due terzi dei giorni di servizio obbligatori. Nuova è anche la possibilità di assolvere la leva in un unico periodo.

Parallelamente a quella per “Esercito XXI” il governo ha avviato la procedura di consultazione anche per il progetto di “Protezione della popolazione”. I punti più importanti del progetto, che dovrà essere realizzato dai cantoni su sorveglianza della Confederazione, mira a rendere più agile ed efficiente la cooperazione tra gli organi di polizia, vigili del fuoco, servizi sanitari, servizi tecnici e protezione civile allo scopo di far fronte a situazioni di catastrofe o d’emergenza. La ridefinizione delle competenze porterà anche ad una nuova ripartizione dei costi, stimati a 200 milioni per cantoni e comuni e a 76 per la Confederazione.

Luca Hoderas

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