La Libia libera il fratello del domestico di Hannibal Gheddafi
Gli Stati uniti e l'Organizzazione della conferenza islamica hanno indicato separatamente di essere disponibili a dare un colpo di mano per porre fine alla vertenza fra la Svizzera e la Libia. Le autorità libiche trattengono da oltre un anno due cittadini svizzeri, quale misura di ritorsione per l'arresto a Ginevra del figlio di Gheddafi.
Cittadino marocchino, il giovane 24enne si era presentato alle autorità a Tripoli, 12 giorni dopo l’arresto per maltrattamenti di Hannibal Gheddafi e della moglie a Ginevra.
Per un anno, nessuna informazione sul suo conto è però circolata fino alla sua recente liberazione, confermata dallo stesso avvocato François Membrez. «Ho potuto scambiare due parole sabato scorso con la sua famiglia a Casablanca», ha aggiunto Membrez in un’intervista alla NZZ am Sonntag.
Le relazioni tra Svizzera e Libia sono tese dal luglio del 2008, proprio in seguito all’arresto Hannibal Gheddafi e della moglie. Da allora due uomini d’affari svizzeri sono trattenuti in Libia. Il presidente della Confederazione si è recato a Tripoli nell’agosto di quest’anno e si è scusato per le modalità dell’arresto.
Era rientrato in patria convinto che i due uomini d’affari sarebbero stati liberi di lasciare la Libia entro il primo settembre. I due svizzeri, però, sono ancora trattenuti nel paese africano e da oltre un mese, la Svizzera non ha più contatti con loro, né sa dove si trovino.
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