Libera circolazione: scrutinio incerto
Secondo un sondaggio, gli svizzeri accetterebbero l'estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi membri dell'UE. L'esito delle urne è però incerto.
La terza indagine sul tema della SRG SSR idée suisse, realizzata dall’Istituto gfs.bern, evidenzia che il «sì» raccoglie il 50% dei voti. I contrari sono invece il 38%, gli indecisi il 12%.
La proporzione dei favorevoli all’estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi Stati dell’Unione europea (UE) è aumentata nel corso della campagna. Durante il primo sondaggio (inizio luglio), il «sì» raccoglieva il 43% dei voti. La percentuale è poi passata al 49% a metà agosto, per poi attestarsi al 50% oggi.
Il campo degli oppositori raccoglieva invece, nel mese di luglio, il 40% dei voti. La loro proporzione è in seguito scesa al 36%, per poi risalire al 38% in questo terzo sondaggio.
Dal canto loro, gli indecisi sono sempre di meno: dal 17% in luglio sono passati al 15% in agosto e al 12% a metà settembre.
Una campagna meno emotiva
La percentuale dei cittadini a favore dell’estensione – fa notare l’Istituto gfs.bern – è aumentata siccome la campagna che precede la votazione è diventata meno intensa dal punto di vista emotivo: gli effetti delle dichiarazioni del commissario europeo per gli affari esteri si sono infatti affievoliti.
Nel mese di giugno, dopo l’accettazione popolare degli accordi di Schengen e Dublino, Benita Ferrero-Waldner aveva indicato che il trattato rischiava di non entrare in vigore, nel caso i cittadini elvetici avessero respinto l’estensione della libera circolazione. Una dichiarazione che aveva suscitato non poca indignazione in Svizzera.
L’Istituto gfs.bern rileva che l’episodio aveva coinciso con la più bassa percentuale registrata per il «sì» (39%). La campagna si è però poi concentrata maggiormente su argomenti più concreti – come l’emigrazione, i salari e l’economia – ciò che ha favorito i partigiani dell’estensione.
Profilo tipo
L’ultimo sondaggio in ordine di tempo consente di stilare un profilo tipo di chi è favorevole e di chi è contrario all’estensione della libera circolazione.
A livello politico, si constata che più ci si sposta verso gli schieramenti di destra, più il rifiuto dell’estensione è pronunciato.
Considerando i quattro partiti di governo, l’estensione è sostenuta dal 78% dei socialisti, dal 69% dei democristiani (PPD, Partito popolare democratico, centro-destra), dal 54% dei radicali (PLR, Partito liberale radicale, destra) e da soltanto l’11% dei membri dell’UDC (Unione democratica di centro, destra nazionalista).
Altro criterio importante: la provenienza geografica. Le cifre indicano che l’estensione è vista favorevolmente soprattutto in Svizzera romanda (54%). La percentuale dei «sì» scende invece al 49% nella Svizzera tedesca e al 35% in Ticino.
Sempre a livello geografico, si assiste ancora una volta ad un divario tra città e campagna: gli oppositori rappresentano infatti il 42% nelle zone rurali, il 39% nelle piccole e medie agglomerazioni e il 33% nei grandi centri urbani.
Infine, anche il contesto sociale gioca il suo ruolo. Senza entrare nel dettaglio delle cifre, si nota che più il salario e il livello di formazione sono alti, più gli interrogati si dicono favorevoli all’estensione.
Esito ancora incerto
Il risultato di questo terzo sondaggio non permette ad ogni modo di pronunciarsi, con certezza, sull’esito del voto del prossimo 25 settembre. La percentuale degli oppositori ad esempio, ha solitamente tendenza ad aumentare durante gli ultimi giorni che precedono il voto.
Un esempio è fornito dalla votazione di giugno su Schengen/Dublino: l’ultimo sondaggio dava infatti il 55% dei voti al campo dei favorevoli e il 35% agli oppositori; dopo lo scrutinio però – sebbene l’accordo fosse stato accettato dal 55% dei votanti – il «no» aveva raccolto il 45% delle schede.
Oggi, la differenza che separa favorevoli e oppositori è ancora più piccola (12%), ciò che rende un pronostico difficile.
«L’esito delle urne è ancora incerto», conclude l’Istituto gfs.bern.
swissinfo, Olivier Pauchard
(traduzione: Luigi Jorio)
Il sondaggio dell’Istituto gfs.bern è stato realizzato tra il 5 e il 10 settembre.
In totale sono state interrogate 1202 persone, di cui 300 in Romandia, 301 in Ticino e 601 nella Svizzera tedesca.
Il margine d’errore e del +/- 3,5%.
Il 50% degli interrogati si dice favorevole all’estensione della libera circolazione delle persone ai 10 nuovi Stati dell’Unione europea.
Il 38% si oppone, mentre gli indecisi rappresentano il 12%.
Il sondaggio prevede un tasso di partecipazione del 53%.
In conformità con gli standard di JTI
Altri sviluppi: SWI swissinfo.ch certificato dalla Journalism Trust Initiative
Potete trovare una panoramica delle discussioni in corso con i nostri giornalisti qui.
Se volete iniziare una discussione su un argomento sollevato in questo articolo o volete segnalare errori fattuali, inviateci un'e-mail all'indirizzo italian@swissinfo.ch.