Libia: i due ostaggi svizzeri saranno processati
I due uomini d'affari elvetici bloccati in Libia da oltre un anno saranno giudicati per frode fiscale e violazione delle procedure relative ai visti. È quanto ha annunciato giovedì il ministero degli affari esteri libico.
Max Göldi, direttore della filiale libica del gruppo ABB, e Rachid Hamdani, un responsabile di una PMI del canton Vaud, erano stati messi agli arresti domiciliari nel luglio del 2008, dopo il fermo avvenuto a Ginevra del figlio del leader libico Muammar Gheddafi, Hannibal, e di sua moglie.
Alla metà di settembre di quest’anno, i due uomini erano stati trasferiti in un luogo segreto dai servizi di sicurezza libici. Un’operazione definita da Berna “un rapimento”. Lunedì scorso, infine, Göldi e Hamdani erano stati riportati all’ambasciata svizzera di Tripoli.
Questo ritorno nella rappresentanza diplomatica aveva fatto sperare in una rapida soluzione del caso. Giovedì, però, Tripoli ha raffreddato le speranze delle famiglie dei due ostaggi di poterli riabbracciare presto. In un comunicato, infatti, il ministero degli esteri ha indicato che i due uomini “saranno processati per violazione delle procedure relative ai visti e frode fiscale”.
“Saranno giudicati prima della fine dell’anno”, ha dichiarato il viceministro degli esteri Khaled Kaim, invitando i due cittadini svizzeri a rientrare nelle loro case di Tripoli.
Questa ennesima svolta è forse da mettere in relazione anche con la politica dei visti restrittiva adottata dalla Confederazione. Sempre giovedì, infatti, Khaled Kaim ha protestato poiché “nelle ultime settimane la maggior parte delle richieste di visti Schengen inoltrate da cittadini e responsabili libici sono state respinte”.
“Questa misura da parte degli stati europei è incomprensibile”, ha aggiunto Kaim, denunciando quella che ha definito “una solidarietà sistematica e programmata” con la Svizzera da parte europea.
Secondo Kaim, visti Schengen sono stati in particolare negati in novembre a responsabili dei servizi del primo ministro e a funzionari del ministero della sanità.
Il 4 novembre scorso il governo elvetico aveva inasprito i toni, annunciando che “fino a nuovo ordine continuerà ad applicare nei confronti dei cittadini libici una politica dei visti restrittiva”. Il trattato di Schengen prevede che un paese firmatario possa opporsi alla concessione di visti per alcune categorie di persone.
swissinfo.ch e agenzie
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