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Democrazia diretta in Svizzera

Quello che c’è da sapere sulla sessione primaverile del Parlamento svizzero 

Ultimo accordo prima di una votazione al Consiglio nazionale.
I consiglieri nazionali Peter Schilliger (PLR), Jacques Nicolet (UDC) e Sarah Wyss (PS) durante l’ultima sessione delle Camere federali. Keystone / Anthony Anex

Durante la sessione che si apre questo lunedì, le Camere federali affronteranno diversi temi importanti per chi vive all’estero. In particolare, in agenda ci sono le rendite per i figli e la Legge sugli svizzeri all’estero, nonché il programma di risparmio proposto dal Governo.

Nella sessione primaverile, che si terrà dal 2 al 20 marzo, dovrà essere definito nella sua versione finale il controverso pacchetto di risparmio. Con il cosiddetto Pacchetto di sgravio 27, il Consiglio federale punta a ridurre la spesa pubblica di circa tre miliardi di franchi l’anno entro il 2029. Poiché tutte le misure dovrebbero entrare in vigore già dal 2027, i tempi sono stretti. 

Solo con l’approvazione del Consiglio nazionale, ci sarebbe ancora margine per un eventuale referendum, già annunciato dai Verdi. Alcune prime decisioni sono state prese dal Consiglio degli Stati lo scorso dicembre: rispetto alla proposta governativa, la Camera alta vuole risparmiare circa un terzo in meno. Ora il dossier passa al vaglio della Camera bassa. 

Tagli anche per la Quinta Svizzera?

Il pacchetto prevede diverse riduzioni che toccano direttamente gli interessi della comunità svizzera all’estero. Il Consiglio federale propone di eliminare il contributo federale al mandato internazionale della SSR, che ammonta a 19 milioni di franchi annui e finanzia Swissinfo, tvsvizzera.it e le collaborazioni con TV5Monde e 3Sat. Il Consiglio degli Stati ha già respinto questo taglio, e anche la Commissione delle finanze del Nazionale raccomanda di non toccare il mandato. 

Questa stessa Commissione propone inoltre di escludere dal pacchetto di risparmio i contributi federali all’Organizzazione degli Svizzeri all’estero (OSE) – 400’000 franchi annui – in contrasto con quanto deciso dal Consiglio degli Stati. “È una cifra modesta e ogni voce della lista dei risparmi ha strenui sostenitori”, afferma il consigliere nazionale del Centro Simon Stadler. 

Il pacchetto comprende anche consistenti riduzioni per le scuole svizzere all’estero: la Camera alta intende attenuarle, e ora si attende la posizione di quella bassa. 

Nuove idee controverse

La Commissione delle finanze del Nazionale ha aggiunto due nuove misure sul fronte delle entrate che faranno discutere. La prima prevede che le banche svizzere di rilevanza sistemica versino alla Confederazione una sorta di premio assicurativo: un’idea già discussa in Parlamento, ora reinserita nell’ambito degli sforzi di risparmio. 

La seconda punta invece su dazi maggiorati sulle importazioni di carne, per migliorare il bilancio delle misure di risparmio e, allo stesso tempo, attenuare gli effetti per gli agricoltori degli accordi con gli Stati Uniti e il Mercosur. Entrambe le proposte promettono dibattiti assai accesi in Parlamento.  

Se il Nazionale seguirà le raccomandazioni della sua Commissione delle finanze, le divergenze con la Camera alta saliranno a circa 20. Secondo le cifre attuali, i progetti parlamentari comporterebbero risparmi per circa 5,9 miliardi di franchi tra il 2027 e il 2029. 

Legge sugli svizzeri all’estero sotto esame

Il Consiglio degli Stati esaminerà anche un postulatoCollegamento esterno di Carlo Sommaruga che chiede di stilare un bilancio della Legge sugli svizzeri all’estero.  

Entrata in vigore nel 2015, la normativa ha rafforzato la politica della Confederazione nei confronti di chi vive fuori dal Paese. Tuttavia, questo slancio nei confronti della Quinta Svizzera sembra essersi affievolito negli ultimi tempi, come mostrano le proposte di risparmio del Consiglio federale e alcune precedenti campagne di votazioni, in cui gli svizzeri e le svizzere all’estero sono stati descritti come “privilegiati”. 

Il Consiglio degli Stati deciderà in merito a un aggiornamento della legge sugli svizzeri all'estero.
Il Consiglio degli Stati deciderà se è necessario stilare un bilancio della Legge sugli svizzeri all’estero. Keystone / Alessandro Della Valle

Sommaruga chiede al Governo di verificare se la legge risponda ancora alle nuove condizioni e di esaminare anche il partenariato con l’OSE. Il Consiglio federale sostiene il postulato e vede un’opportunità per integrare nella legge la sua nuova strategia consolare e le possibilità tecnologiche emergenti. 

Rendite per figli in pericolo

La sessione primaverile potrebbe segnare la fine delle rendite per i figliCollegamento esterno al pensionamento, percepite perlopiù da uomini con prole a carico.  

Costano 230 milioni di franchi all’anno e rappresentano un contributo importante al reddito di molti svizzeri emigrati, soprattutto se hanno formato una nuova famiglia all’estero.  

In Svizzera prevale l’idea di abolirle, confidando che eventuali situazioni di bisogno siano compensate con le prestazioni complementari che, però, non vengono versate all’estero. Il Nazionale ha già approvato la mozione nel 2024; ora tocca al Consiglio degli Stati. 

Raccolta firme digitale per gli svizzeri all’estero?

Il Consiglio degli Stati dovrà pronunciarsi in via definitiva anche sul progetto pilota per l’E-Collecting, la raccolta di firme digitale. Il Consiglio nazionale ha già approvato la possibilità che, tramite l’infrastruttura dell’identità elettronica, si possano raccogliere firme anche per referendum o iniziative. 

Per gli svizzeri e le svizzere all’estero, la raccolta delle firme — un aspetto essenziale della democrazia diretta — diventerebbe così accessibile per la prima volta. Finora, infatti, la raccolta avviene esclusivamente in presenza e sul territorio svizzero. Il sistema elettronico ha guadagnato slancio politico dopo lo scandalo legato alla falsificazione di firme. 

Riabilitare i partigiani svizzeri

Sui banchi del Consiglio nazionale arriverà anche un progetto di leggeCollegamento esterno, frutto di un’iniziativa parlamentareCollegamento esterno della deputata ginevrina Stefania Prezioso Batou, che chiede di riabilitare gli svizzeri che hanno combattuto nella Resistenza francese o italiana.  

Secondo la maggioranza della Commissione degli affari giuridici, l’impegno di queste persone deve essere considerato legittimo alla luce della Storia. Il Consiglio federale è dello stesso avviso: le condanne dell’epoca per servizio militare all’estero non riflettono più il nostro attuale senso di giustizia. 

Sostenitori dell'iniziativa sulla neutralità: sguardo al gruppo dell'UDC nel Consiglio nazionale.
Sostenitori dell’iniziativa sulla neutralità: il gruppo dell’UDC nel Consiglio nazionale. Keystone / Anthony Anex

Il Nazionale dedicherà però soprattutto ampio spazio alla discussione sull’iniziativa sulla neutralitàCollegamento esterno, promossa dall’Unione democratica di centro. Il testo vuole iscrivere nella Costituzione il principio della neutralità armata permanente.  

Il Consiglio degli Stati ha già bocciato l’iniziativa, approvando però un controprogetto più limitato. La Commissione del Nazionale raccomanda invece un doppio no.

Ritorno del dibattito sul nucleare 

Il Consiglio degli Stati affronterà quale prima Camera la proposta di revocare il divieto di costruire nuove centrali nucleari,Collegamento esterno come previsto dal controprogetto indiretto all’iniziativa “Stop al Blackout”. 

La maggioranza della Commissione competente sostiene l’abolizione del divieto; raccomanda invece di respingere l’iniziativa popolare. 

Nel 2017 il popolo svizzero aveva approvato la decisione di uscire dal nucleare, presa in reazione alla catastrofe nucleare di Fukushima. 

Articolo a cura di Samuel Jaberg

Traduzione con il supporto dell’IA/mar

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