“Questa panne fa arretrare l’e-voting di anni”
Il guasto al sistema di voto elettronico di Basilea avrà strascichi. Si profilano ricorsi e un possibile calo di fiducia. Un'inchiesta dovrà chiarire le cause della panne.
Christine D’Souza è furiosa. Domenica a mezzogiorno si è presentata davanti al municipio di Basilea con un cartello in mano: “Il mio voto non conta”. D’Souza vive a Kiffis, in Alsazia, a pochi chilometri dal confine svizzero, e la scorsa settimana aveva trasmesso il proprio voto alla Cancelleria di Stato basilese per via elettronica.
La sua scheda non ha però potuto essere scrutinata a causa di un guasto legato a una chiave USB. D’Souza critica duramente il Cantone per il fatto che le persone coinvolte siano state informate dei problemi tecnici troppo tardi. A quel punto, non aveva più la possibilità di votare in altro modo.
>>> Di questa panne avevamo parlato anche in questo articolo:
Altri sviluppi
Fiasco per l’e-voting a Basilea: incidente imbarazzante o problema serio?
L’ex politica basilese sta ora valutando anche azioni legali contro le autorità basilesi. Tra le opzioni, un ricorso per violazione dei suoi diritti politici. E non è la sola: altre svizzere e svizzeri all’estero sono stati confrontati con lo stesso problema. Il Cantone ha comunicato che circa 2’000 voti non hanno potuto essere conteggiati.
Oltre ai possibili problemi legali, quanto successo rischia di creare un danno d’immagine e di tradursi in una perdita di fiducia per il voto elettronico. Basilea Città intendeva ampliare l’offerta di e-voting già nel corso dell’anno: oltre agli svizzeri all’estero, avrebbero dovuto poter votare in questo modo anche gli aventi diritto residenti nella Confederazione.
Dopo quanto successo, le autorità cantonali hanno deciso martedì di sospendere il progetto di e-voting sino alla fine del 2026.
Un impatto “devastante”
Secondo il politologo Lucas Leemann, la vicenda darà nuovo slancio ai critici del voto elettronico. “È un contraccolpo rilevante, afferma. Offre achi si oppone un esempio molto concreto per evidenziare rischi e problemi”.
La pensa allo stesso modo anche il politologo Michael Hermann. Confederazione e Cantoni avevano lavorato a lungo per ricostruire la fiducia nel sistema. “Il fatto che succeda una cosa del genere è un vero e proprio disastro, osserva Hermann. Per il voto elettronico è devastante, perché questo sistema suscita già molte diffidenze. Un guasto simile lo fa arretrare di anni”.
La vicenda fa discutere anche la politica basilese. L’Unione democratica di centro (UDC, destra conservatrice), il Partito liberaldemocratico di Basilea Città e il Partito liberale radicale (PLR, destra liberale) hanno già depositato o annunciato interventi parlamentari. Il granconsigliere dell’UDC Lorenz Amiet afferma: “Il danno collaterale è notevole e la reputazione del Cantone ha subito un colpo evidente”.
Un’inchiesta penale dovrà chiarire le cause del guasto
Lunedì la Cancelleria di Stato basilese non ha voluto rilasciare ulteriori dichiarazioni su quanto avvenuto. Domenica, il vicecancelliere Marco Greiner aveva però espresso comprensione per il malcontento ai microfoni della radio pubblica SRF. “Se qualcuno non può esercitare il proprio diritto di voto, si tratta di una violazione dei diritti politici. Ce ne rammarichiamo profondamente. Comprendiamo che le persone coinvolte valutino passi legali”.
Le autorità giudiziarie non sono comunque rimaste con le mani in mano e martedì il Governo cantonale ha reso noto che la procura ha avviato un’inchiesta penale in merito alla questione.
L’indagine dovrà chiarire le cause del guasto. La Cancelleria di Stato parla di un problema con una chiavetta USB utilizzata per decifrare le urne digitali e precisa che non vi è alcun legame tra l’incidente e il sistema di e-voting sviluppato dalla Posta Svizzera.
Un’affermazione contestata dal politologo Michael Hermann: “Ogni errore umano è legato al sistema. Il sistema dev’essere talmente sicuro da rendere impossibile l’errore umano. Si è investito così tanto e per così tanto tempo”.
Il problema si è limitato a Basilea Città e non ha toccato gli altri tre cantoni (Turgovia, Grigioni e San Gallo) che stanno sperimentando il voto elettronico.
Nessun impatto sul risultato finale
Le schede non conteggiate non hanno comunque influenzato il risultato finale delle votazioni federali: gli esiti sono stati chiari e a Basilea Città non vi erano oggetti cantonali in votazione. Rimane comunque certo che la vicenda avrà conseguenze politiche e legali.
“L’e-voting rappresenta un sistema di collegamento importante, afferma Christine D’Souza. Certo, potrei anche votare per posta. Ma, a seconda del luogo di residenza, i tempi del servizio postale possono ritardare la consegna della scheda”.
La Cancelleria federale mantiene la rotta
La Cancelleria federale ha dichiarato alla SRF che dovranno “essere adottate tutte le misure necessarie affinché un incidente del genere non si ripeta”.
Il sistema di e-voting sviluppato dalla Posta si trova attualmente in fase di test. “Si tratta di raccogliere esperienze. Un episodio come quello di Basilea Città non mette in discussione la fase di prova, ma ne sottolinea la necessità”, rileva ancora la Cancelleria. In generale, le esperienze con la versione aggiornata del progetto pilota, avviata nell’estate 2023, sono giudicate molto positive.
Adattamento di Balz Rigendinger
Tradotto con il supporto dell’IA/mar
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