Voto di sfiducia
La stampa è unanime: il risultato dello scrutinio di domenica è uno smacco sia per il governo, sia per il parlamento.
Il popolo avrebbe punito una politica esitante e contraddittoria.
“Nell’urna il popolo ha deciso in modo contrario al parlamento e al governo, su tutti e tre i temi in votazione e in modo così netto che ogni casualità va esclusa.”
Così scrive, senza lasciar spazio a dubbi, il quotidiano Neue Zürcher Zeitung. I commenti sono analoghi nel resto della stampa. “Un fine settimana umiliante per il Consiglio federale e per il Parlamento”, osserva ad esempio la Berner Zeitung.
“Gli svizzeri sono testardi, lo sappiamo. Lo hanno provato di nuovo, rifiutandosi di andare dove li si voleva portare” gli fa eco il quotidiano ginevrino Tribune de Genève.
Come ricorda il Tages Anzeiger, “non era quasi mai successo che per tre volte le raccomandazioni di Consiglio federale e parlamento non fossero seguite”.
Lezione per i politici
Per il quotidiano zurighese, il responsabile della sconfitta è innanzitutto il parlamento: “Il percorso di tutti e tre i temi in votazione è segnato dalle valutazioni sbagliate del parlamento”.
Le Temps osserva che “la tripla smentita da parte del corpo elettorale, che ha preso in contropiede le indicazioni di voto del Consiglio federale e della maggioranza del governo, è un voto di sfiducia, prima che un rifiuto di un orientamento politico.”
Il Blick si augura dal canto suo che “questa sconfitta serva da insegnamento ai politici.” E il bernese der Bund ritiene che il voto di domenica indichi “i limiti della politica di destra”.
Un po’ fuori dal coro il Giornale del popolo, il quale scrive che “ad uscire sconfitti non sono (…) il governo e il parlamento attuali, bensì quelli vecchi”.
Il quotidiano ticinese fa notare che “sui tre oggetti in votazione, i partiti che hanno vinto le elezioni federali del 2003 (…) hanno dato consegne di voto che sono state premiate dalle urne.”
Un controprogetto sovraccarico
Piuttosto uniformi anche i commenti ai risultati dei singoli temi in votazione.
Per la maggior parte dei quotidiani, il voto negativo sul controprogetto all’iniziativa Avanti si spiega con le troppe richieste contenute nella proposta e con l’impatto finanziario ritenuto eccessivo.
Il voto esprimerebbe “sfiducia nei confronti delle conseguenze finanziarie del controprogetto Avanti, della sua generosità a tutto campo”, scrive ad esempio Le Temps. Il pacchetto Avanti era “sovraccarico”, osserva dal canto suo la Neue Zürcher Zeitung.
Per la Tribune de Genève, gli svizzeri avrebbero respinto “l’incorerenza di compiere tagli di bilancio ovunque, mentre si voleva dare una priorità assoluta alla strada nei prossimi anni”.
D’altro canto con il voto, gli elettori avrebbero ribadito il loro sostegno alla politica dei trasporti elvetica avviata negli anni Novanta. ”Le merci vanno sui binari”, come scrive la Basler Zeitung.
Quanto alle conseguenze sul futuro, anche qui i quotidiani sono piuttosto unanimi. Il problema del traffico nelle agglomerazioni attende ancora di essere risolto. “Il parlamento deve perciò trovare un nuovo compromesso”, scrive la NZZ.
Niente di nuovo
“Niente di nuovo nel diritto di locazione. È questo il risultato parziale della votazione di domenica”, scrive la Neue Zürcher Zeitung in riferimento al referendum sulle pigioni.
“Gli svizzeri hanno visto soprattutto gli aumenti degli affitti che si profilavano all’orizzonte”, osserva invece il quotidiano 24heures. La scelta sarebbe perciò stata perfettamente razionale.
Secondo il Bund, “i borghesi sono i soli responsabili della sconfitta. In parlamento si sono preoccupati soltanto di massimizzare le rendite e di creare incentivi per la costruzione di appartamenti.”
“Gli inquilini non dovrebbero però rallegrarsi troppo”, avverte il Tages Anzeiger. “Gli affitti riprenderanno presto a crescere, e non solo a piccoli passi, come sarebbe stato il caso con il nuovo diritto di locazione”.
Un voto emotivo
Sul successo sorprendente dell’iniziativa per l’internamento a vita dei criminali pericolosi, tutti sono concordi nel sottolineare la forte carica emotiva del tema.
“La possibilità infima che uno dei propri parenti sia aggredito da un folle uscito di prigione ha spazzato via tutti gli scrupoli”, scrive la Tribune de Genéve.
Ma la stampa sottolinea anche lo scarso impegno degli oppositori all’iniziativa. “In assenza di un vero dibattito pubblico, le emozioni hanno avuto il sopravento”, rileva il Bund, il quale ricorda però che la maggior parte dei crimini è compiuto da incensurati “e questi crimini non possono essere impediti né dall’iniziativa, né da altre misure”.
swissinfo, Andrea Tognina
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