Belgrado: Marty indaga su traffico d’organi
Il consigliere agli Stati ticinese è in visita lunedì e martedì a Belgrado; in veste di rappresentante speciale dell'Assemblea parlamentare del Consiglio d'Europa, Marty indagherà sul presunto traffico di organi prelevati da prigionieri serbi catturati in Kosovo durante il conflitto degli anni 1998-1999.
Il parlamentare svizzero ha in programma colloqui con la ministra di giustizia serba Snezana Malovci e con rappresentanti della procura straordinaria di Belgrado che si occupa dei crimini di guerra. È inoltre previsto un incontro coi famigliari di 550 kosovari di etnia serba scomparsi in Kosovo.
Le indagini della procura serba sono scattate un anno e mezzo fa, dopo la pubblicazione di un libro dell’ex procuratrice del Tribunale penale internazionale (Tpi) Carla Del Ponte. In “La caccia, io e i criminali di guerra” l’ex magistrata ticinese ha scritto che durante i processi del Tpi sono affiorate voci di deportazioni di 300 serbi verso il nord dell’Albania da parte di esponenti dell’esercito di liberazione del Kosovo (UCK). Ai prigionieri, prima di essere uccisi, sarebbero stati esportati reni e altri organi, poi venduti a cliniche straniere. Per mancanza di prove il tribunale dell’ONU non aveva però aperto alcun procedimento.
Finora gli inquirenti serbi hanno interrogato circa 130 testimoni, che confermerebbero le accuse. La procura di Belgrado avrebbe anche identificato i luoghi, in Albania, dove sono avvenute le atrocità.
Il consigliere agli Stati, già illustratosi per la sua indagine sulle attività segrete della CIA in Europa, si recherà poi a Pristina e a Tirana. Le autorità kosovare hanno sempre smentito le accuse di traffico di organi. Molti incarichi importanti all’interno del Kosovo sono oggi ricoperti da persone che durante la guerra di indipendenza hanno avuto un ruolo di primo piano nell’UCK, a cominciare dal premier Hashim Thaci.
Marty dovrà poi presentare un rapporto l’assemblea parlamentare del Consiglio d’Europa, conformemente al mandato ricevuto nel giugno 2008.
swissinfo.ch e agenzie
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